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pubblicato: giovedì, 27 giugno, 2013

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Dal Blog: Se il titolo di studio oltre che inutile diventa dannoso

Ieri si è discusso online di un decreto che dice:

L’assunzione di cui al comma 1 deve riguardare lavoratori, di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, che rientrino in una delle seguenti condizioni: a) siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; b) siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale; c) vivano soli con una o più persone a carico

Le contestazioni sono fondamentalmente due. La prima critica riguarda la presenza del punto b, essa penalizza chi è laureato o diplomato ed è l’ennesimo attacco allo studio. La questione è molto scivolosa, perché se da una parte è oggettivo che chi non ha un diploma sta peggio di chi ce l’ha, dall’altra si presta a interpretazioni come quella data daGramellini: il Governo ci dice che in Italia studiare non è solo inutile, è proprio dannoso. Anche se è evidente che questa interpretazione è infondata, è alto il rischio attecchisca in un Paese in cui il disprezzo per la cultura e lo studio è un vanto.
La seconda critica invece nasce dal blog di Grillo e lamenta che le persone con tutti e tre i requisiti sono in numero insignificante. Anche dopo il chiarimento che dei requisiti ne basta uno e la pubblicazione del testo ufficiale molti continuavano a fraintendere quanto leggevano. Anche molti laureati e diplomati. Forse, in effetti, qualche titolo di studio veramente inutile, ultimamente, e forse non solo ultimamente, è stato dato in Italia.

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