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pubblicato: sabato, 19 novembre, 2011

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I politici e i quindicenni

Segnalo e riporto un bellissimo post di lo Scorfano su cui concordo in pieno:

Oggi, quando sono entrato nella classe dei miei loquacissimi quindicenni (quelli dell’ortografia), si è alzata una mano e una voce mi ha chiesto: «Mi scusi, prof: cos’è esattamente un “governo tecnico”?». Io sono rimasto un attimo perplesso: dovevo spiegare il cursus honorum, in realtà. Poi ho visto che tutti erano attenti alla domanda e alla risposta; e ho pensato che sono anche il loro insegnante di storia (e geografia ed educazione civica) e allora ho provato a spiegare, come potevo.
Ho detto che è un governo il cui presidente e i cui ministri non sono uomini politici eletti tramite elezioni, ma sono esperti del settore di cui si occuperanno; è questo che significa l’aggettivo “tecnico”. Però ho anche subito aggiunto che saranno i politici, in Parlamento, a dare fiducia a questo governo e quindi a permettergli di governare. E che quindi la politica c’entra sempre.
E uno ha detto: «E se i politici non gli danno quella fiducia?» «Allora il governo cade», ho detto io. E un altro: «Ma non potremmo lasciarlo in pace, il governo tecnico, e toglierci dai piedi tutti i politici? A che cosa ci servono quelli?» e gli altri hanno annuito, con un grugnito o con la testa, quasi tutti. E io mi sono ritrovato a spiegare a cosa servono «i politici» (parola che loro pronunciano con un tono sempre un po’ dispregiativo, o se non altro perplesso, non me lo invento) e il Parlamento e perché quella (e non altra) è la democrazia.
E intanto pensavo che i quindicenni, oggi, ritengono che sarebbe meglio «toglierci dai piedi i politici» e che anche questo è il frutto di questi ultimi anni di gestione avvelenata del paese e di sfacciata incompetenza al potere. E avrei voluto che ci fosse il professor Mario Monti, in quel preciso momento, in classe, a rendersi conto che è anche questo che dobbiamo ricostruire, in questo nostro paese. Perché è vero che sono quindicenni, e quindi sono facilissima preda della demagogia, del qualunquismo, dei luoghi comuni e del conformismo, è normale. Ed è anche vero che poi cresceranno. Però io, alla loro età, non pensavo ai politici in questi termini, neanche lontanamente; e quindi qualcosa, nel frattempo, è avvenuto. E a questo qualcosa, secondo me, è saggio pensare di porre, al più presto, rimedio.

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