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pubblicato: lunedì, 27 giugno, 2011

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Il triste destino degli eretici in Italia

Follini, Fisichella, Pansa, Sansonetti, Montanelli, Fini, Borghini, Veronesi. Cosa hanno in comune tutti questi personaggi tra loro così diversi cui si potrebbero aggiungere molti altri?

Sono tutti eretici.Ovvero hanno preso una o più volte, provvisoriamente o definitivamente, posizioni discordanti dalla propria area politica di riferimento. Non lo hanno fatto per interessi di bottega e prebende ma in seguito a un reale cambiamento di vedute o un cambiamento di condizioni esterne. Cambiamenti condivisibili o meno, ma sinceri.

Quello che più di ogni cosa li accomuna, tuttavia, è lo scarso successo e la cattiva accoglienza che le loro posizioni eretiche hanno avuto presso il proprio mondo di riferimento. E tanto più invece quanto sono stati corteggiati e vezzeggiati dalla grande stampa e dagli schieramenti a loro opposti fino a un minuto prima: Montanelli è diventato traditore per la destra ed è stato adottato come padre della Patria dalla sinistra che sempre l’aveva combattuto. Così Pansa è divenuto punto di riferimento della destra revisionista anche se revisionista non è ed ha deluso tutti coloro che lo volevano collocato a sinistra.

Spesso la sfortuna è sfociata nell’irrilevanza, come nel caso di Follini e Fisichella e probabilmente nel prossimo futuro per Fini. Perchè di fronte al sostegno mediatico e all’accoglienza calorosa nel nuovo campo che potremmo definire “antiberlusconiano” non vi è stato un reale seguito di consenso.

Difatti vi è da notare come per l’intellighenzia e la stampa di sinistra Montanelli, Fisichella, persino Fini, in modo e tempi diversi sono diventati “la vera destra”, “la destra nobile e legalitaria, quella di Borsellino”, la destra liberaldemocratica europea, una destra che si vorrebbe predominante, da parte di chi mai l’ha votata, del resto. Così Sansonetti e Pansa a destra sono stati accolti come la “sinistra libertaria e tollerante”, finalmente critica del comunismo e del giustizialismo. Libri, editoriali, anche sondaggi, hanno cercato di veicolare nel proprio recinto queste versioni, nella doppia funzione da una parte di convincere la propria parte che il nemico di destra o di sinistra è veramente brutto, cattivo e becero perchè esclude persino questi esempi di esponenti di destra e di sinistra e destra liberali e tolleranti, dall’altro di mostrare all’elettorato avversario che, ecco ora voi, che magari siete moderati, votate questi razzisti, o vecchi comunisti, mentre vedete? dei veri liberali di destra o di sinistra ci sono e dovreste sostenere questi.

D’altra parte invece le masse hanno rifiutato o non hanno seguito quelle che per loro sono state “giravolte”, incomprensibili o interessate per alcuni: l’esperimento della “Voce” di Montanelli è miseramente fallito nel 1995, Follini è passato da un partitino personale, l’”Italia di Mezzo” a una posizione minoritaria e defilata nel PD, da lui inutilmente definito “la nuova DC”, Fini galleggia sotto il 4% ormai nei sondaggi, lontanissimo dalle quote di un tempo e ormai in netto calo anche nel gradimento personale, per lui sempre alto. Pansa e Sansonetti sono stati criticati e spesso demonizzati a sinistra come venduti al soldo berlusconiano o poco meno.

La verità è che non siamo negli USA dove questa passione per l’eretico esiste, le campagne elettorali presidenziali sono sempre piene di comitati di democratici per il candidato repubblicano e repubblicani per il candidato democratico, spesso si tratta addirittura di membri del Congresso o senatori, e però corrisponde una certa eco anche tra gli elettori, visto che è comune che ad esempio democratici del Sud votino il candidato repubblicano e repubblicani liberal del Nord-Est per quello democratico. In Italia invece se non come nella Prima Repubblica tuttavia ancora le appartenenze ai poli sono quasi come delle fedi, o delle appartenenze calcistiche.

Vi è da dire che questi “eretici” hanno spesso spiegato male i loro cambiamenti, li hanno accompagnati con livore, non hanno ammesso un cambiamento interiore ma si sono trincerati dietro il solito “sono gli altri che sono cambiati, non io”.

E tuttavia è vero che in Italia il bipolarismo forzato degli ultimi anni ha fatto sì che si imponesse in ogni polo una versione pura e dominante dell’essere di destra o di sinistra, e naturalmente hanno vinto, perlomeno nelle masse elettrici, le versioni maggioritarie, ovvero quelle meno liberali in entrambi i casi, quella che a sinistra vede come possibile solo posizioni ancora stataliste in economia, fortemente antiberlusconiane , fedeli a una versione imutabile della storia della resistenza e della Costituzione, e a una interpretazione della lotta politica come opposizione a una dittatura sempre incipiente. A destra ha prevalso una versione indiscutibilmente anti-immigrazionista, anticomunista d’antan stile 1948, forzatamente unitaria e contro ogni possibile corrente, anche se sotterranee, come è naturale che sia, le correnti esistono sia nel PDL che nella Lega.

Il tutto è però anche una dimostrazione della situazione dei media in Italia, spesso disconnessi dalla realtà, più propensi in modo superbo a crearla e indirizzare la realtà stessa, invece che a descriverla, come sarebbe loro dovere.

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