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pubblicato: giovedì, 23 gennaio, 2014

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Porcellum e i suoi fratelli

Legge elettorale, non c’è solo l’Italicum. Dopo la bocciatura del Porcellum, Renzi sta incontrando tutti i leader politici per tentare di creare una convergenza su un modello elettorale condiviso. Le idee dei partiti sono tante, e non tutte praticabili. Ecco, in breve, le principali proposte arrivate sul tavolo del neosegretario Pd:

 

Uninominato alla celtica – Il modello proposto dalla Lega Nord si ispira direttamente ai metodi di nomina tribale delle tribù germaniche dell’area del Reno. Niente listini, basta strane e difficili formule elettorali, che il militante del Carroccio non riesce a comprendere: nel modello elettorale leghista a decidere chi vincerà nel collegio sarà il vigore fisico e la forza bruta. Varie specialità, dal lancio del dolmhen alla gara di rutti, dal tiro al pugliese alla gara di nuoto nel Po: il vincitore (e unico sopravvissuto) vincerà un seggio in Parlamento (che si chiamerà Camera delle Tribù e verrà spostato da Roma a Lambrate) nonché il diritto ad accoppiarsi con tutte le femmine del branco. Se tale modello venisse adottato è facile che troveremo, nel prossimo parlamento, Giovanni “Orso” Brambilla, gigantesco fornaio di Bra e vincitore di tre edizioni consecutive del “Rutto d’oro”.

 

Maggiorato alla milanese – Sì, avete letto bene, non c’è un errore. Non parliamo del maggioritario, ma del maggiorato, ovvero il modello che ha in mente Silvio Berlusconi, proposto a Renzi durante l’incontro di sabato. A vincere, quindi, non sarebbe il candidato che prende più voti nel collegio, ma chi ha la misura di seno più grande, unico requisito valutato da Berlusconi nella scelta delle sue candidate. Se hai le tette grosse, in soldoni, vieni automaticamente eletto. Ancora non chiaro come funzioni, vista l’ovvia assenza del requisito fondamentale, il metodo di elezione maschile desiderato da Berlusconi: i maligni dicono che l’altezza troppo elevata potrebbe costituire un’alta soglia di sbarramento. Capolista in tutta Italia dovrebbe quindi essere Brunetta.

 

Senato

 

Lista unica alla genovese – Il futuro è nella democrazia diretta. Così, al posto delle noiose e arzigogolate leggi della casta, ecco il modello del Movimento 5 Stelle. Un’unica lista di 300 candidati cittadini (requisiti: terza media, nessun legame di parentela con politici fino alla settima generazione, possesso di un Ipad), scelti direttamente (appunto, democrazia diretta) da Grillo, e vidimati da Casaleggio. Agli elettori l’ultima scelta: votare “SI!!1!” o “NO!111!!” al listone comodamente da casa, attraverso un sondaggio sul Blog. Se si vota “No”, va ricordato, si viene obbligati a seguire un corso rieducativo basato sui migliori comizi di Beppe Grillo, della durata di sedici lezioni da tre ore l’una.

 

Proporzionale alla democratica – Perché votare per tanti partiti quando ce n’è già uno che contiene al suo interno tutto l’arco costituzionale? Parliamo ovviamente del Pd, che democraticamente include nella sua ideologia tutto lo scibile umano, dal marxismo al liberalismo, passando per anarchia, clerico-fascismo e sciamanesimo aborigeno. Tutte correnti che verranno, promette il Pd, democraticamente rappresentate nelle liste elettorali del partito: tanto che ogni lista del Partito democratico conterrà dai 200 ai 600 candidati, divisi equamente tra uomini, donne e Fassina.

 

VaticanellumLe intromissioni della Cei nella politica italiana, da Ruini in poi, sono una costante dell’Italia. Un’ingerenza francamente inaccettabile in un paese laico come il nostro: sono in tanti a chiedere che la Chiesa non influenzi più indirettamente le politiche nazionali. Da qua nasce l’idea dei centristi di Casini, che propongono di passare direttamente al Papa il controllo del Parlamento. Basta con odiati senatori e ricchi deputati: sarà il Conclave a decidere cosa è bene e su cosa legiferare. Napolitano è già a colloquio con Papa Francesco.

 

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