Perché a Gaza sta avvenendo qualcosa di difficilmente controllabile

Forse non molti ricordano la figura di Angelo Frammartino. Era un cooperante italiano di 24 anni che si trovava a Gerusalemme per aiutare i bambini del luogo, da sempre vittime dell’ultradecennale conflitto arabo-israeliano. Il 10 agosto del 2006 Frammartino fu accoltellato da un palestinese, perdendo la vita sul colpo. La tragica storia esposta in maniera così asciutta sembra non avere (purtroppo) nulla di straordinario. La zona da sempre è epicentro di contrasti e di episodi simili. Vero. Ma questa storia ha una dinamica particolare che a tratti la rende eccezionale. E che può aiutarci moltissimo nel comprendere cosa sta avvenendo in questa ore al confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Angelo Frammartino infatti non era solo un cooperante. Era anche il coordinatore del Partito della Rifondazione Comunista presso il comune di Monterotondo (in provincia di Roma). Il suo assassino (Ashraf Hanaisha) invece era un membro del movimento per la Jihad palestinese. Questi due aspetti sono molto diversi tra loro e forse una prima lettura non consente di comprendere appieno la dinamica: per quanto infatti Frammartino lavorasse in un centro di Gerusalemme (situato quindi in territorio israeliano) che ospitava bambini sia arabi sia israeliani, era un esponente di un... View Article