Crisi Ucraina, Occidente e Russia più vicini. Lavrov “Non varcheremo le frontiere”

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Riprende corpo la strada della diplomazia per risolvere la crisi in Ucraina: le posizioni di Occidente e Russia si sono riavvicinate, dopo la tensione delle ultime settimane.

Barack Obama, venerdì pomeriggio, da Riad, ha parlato chiaro: “la Russia ritiri le truppe (quelle che secondo autorevoli fonti del Pentagono sono schierate al confine tra Crimea e Ucraina, ndr) e apra negoziati diretti con l’Ucraina e la Comunità Internazionale”.

La visita in Arabia Saudita – dopo il “tour” europeo, durante il quale, Obama ha “ordinato” agli alleati di serrare i ranghi e isolare la Russia sul piano internazionale attraverso la sospensione dal G8 e il varo di sanzioni – sembra aver sancito l’ufficiosa accettazione dell’annessione di Sinferopoli alla Russia, cioè la questione della Crimea sembra al momento accantonata, però, ha ulteriormente confermato la volontà di Usa e Ue di non lasciare la nuova Ucraina di Maidan alla mercè di Putin e delle sue forze militari.

Conferma tutto ciò la telefonata che Putin ha fatto al Presidente americano nella serata di venerdì. I due leader si sono parlati per circa un’ora e mezza e, non si sa molto di più al riguardo, hanno concordato sulla necessità di non condurre “ulteriori violazioni” della sovranità ucraina.

Il ministro degli Esteri di Mosca Serghei Lavrov oggi ha, dunque, definitivamente rimesso in pista la via della diplomazia: alla Tv Rossia 24 ha dichiarato che “in nessun modo la Russia ha intenzione di varcare le frontiere dell’Ucraina, la sola cosa che vogliamo è che si fermi l’illegalità che alcuni paesi occidentali spingono sotto il tappeto dipingendola a colori vivaci”.

Lavrov ha poi aggiunto: “i punti di vista di Russia e Occidente si stanno riavvicinando, i recenti incontri hanno mostrato il delinearsi della possibilità di un’iniziativa comune che potrebbe essere proposta all’Ucraina”.

Guglielmo Sano