Com’è fatto Azione?

La genesi di un partito liberal-progressista

Nel fitto e tipicamente variegato panorama politico italiano sta cercando di farsi largo un nuovo soggetto politico: Azione. Con poco più di un anno di vita, è uno dei partiti più giovani del paese. Il suo fondatore e leader Carlo Calenda, già Ministro dello Sviluppo Economico nei governi Renzi e Gentiloni, è un politico ormai noto in Italia. Obiettivo di Calenda è ora far conoscere Azione ed assumere maggior peso politico nell’ingarbugliato multipartitismo del nostro Paese.

La crisi di governo innescata nell’agosto 2019 dal leader della Lega Matteo Salvini porta le forze politiche alla ricerca di un’altra possibile maggioranza tra i partiti. Dopo una serie di consultazioni, il Movimento 5 Stelle, già al governo, il Partito Democratico e Liberi e Uguali raggiungono un’intesa. Il 9 settembre 2019 vede così la luce il governo Conte bis. L’accordo stabilito con i pentastellati porta alla fuoriuscita dal PD di alcuni componenti critici nei confronti della nuova alleanza. Tra questi Carlo Calenda che, insieme al senatore ex Partito Democratico Matteo Richetti, decide di costituire una nuova formazione politica. Il 21 novembre 2019 nasce Azione.

Lavori ancora in corso

Richiamandosi alle radici del liberalismo sociale di Luigi Sturzo, Azione si pone come soggetto politico anti-populista ed anti-sovranista, e si colloca nel centrosinistra italiano. Citando lo statuto, Azione “promuove il pensiero politico liberal-progressista fondato su un patriottismo inclusivo, italiano ed europeo, su un’economia sociale e di mercato”. Ma a livello organizzativo, data la giovane età e la fase ancora di costruzione, sappiamo ben poco di questo partito. A causa dello scoppio della pandemia di COVID-19, Azione non ha ancora convocato il suo primo Congresso Nazionale: non ha quindi un assetto ben definito. Proviamo però a capirne un po’ di più, analizzando lo statuto, i principali organi e la struttura interna di questo nuovo partito.

Il Congresso Nazionale

Convocato ogni due anni, il Congresso Nazionale stabilisce gli obiettivi dell’azione politica di Azione e ne decide le linee guida. In occasione del Congresso vengono eletti il Segretario, i membri dell’Assemblea e sono approvate mozioni di indirizzo politico o organizzativo. Qualora il Segretario cessi per qualsiasi motivo il proprio mandato, o quando deliberato a maggioranza assoluta dall’Assemblea, il Congresso è convocato in via straordinaria.

L’Assemblea

L’Assemblea di Azione è formata da 300 membri eletti dal Congresso e viene convocata dal Presidente. I seggi sono ripartiti su base regionale, in proporzione al numero di residenti e di iscritti al partito nella regione. Oltre ai membri eletti, posso partecipare e votare in Assemblea anche il Segretario, i membri del Comitato Direttivo, i parlamentari, i consiglieri regionali e i sindaci dei comuni con più di 70.000 abitanti. L’Assemblea elegge il Segretario, il Presidente, il Comitato Direttivo e il Tesoriere. Inoltre, delibera sul bilancio preventivo e consuntivo, sulle modifiche allo Statuto e sui Regolamenti. All’Assemblea spetta decidere sulle mozioni di sfiducia nei confronti del Segretario, del Presidente e del Tesoriere. Secondo lo Statuto, l’assemblea può infine stabilire lo scioglimento del partito o la fusione con altra Associazione.

Il Comitato Direttivo

È l’organo esecutivo di Azione e si riunisce almeno ogni due anni. Compongono il Comitato Direttivo il Segretario, il Presidente, i Vice Presidenti, il Tesoriere e trenta membri eletti dall’Assemblea durante il Congresso: questi ultimi sono eletti sulla base di un sistema di liste, con metodo proporzionale. Se la prima lista ottiene però oltre il 40% dei voti, da questa vengono eletti anche i primi cinque membri (altrimenti esclusi). Per rispettare la parità di genere, all’interno di ogni lista almeno un terzo dei candidati deve essere del genere meno rappresentato. Il Comitato resta in carica due anni, ma decade in ogni caso quando viene convocato il Congresso.

Tra i poteri del Comitato Direttivo rientra quello di approvazione del bilancio, di adozione di regolamenti e direttive volti ad attuare gli obiettivi del partito e di delibera sull’eventuale esclusione degli Associati, cioè degli iscritti ad Azione. Approva inoltre le liste elettorali nazionali e locali.

Il Segretario

Il leader di Azione è Carlo Calenda. Attualmente il partito non ha però un Segretario vero e proprio. Complice anche l’emergenza sanitaria ancora in corso, non è stato ancora convocato il primo Congresso Nazionale nel quale questo viene eletto. Ma quali sono i poteri del Segretario?

Rappresentante del partito in relazione ad ogni materia, attività e ai rapporti con gli altri partiti, il Segretario coordina le iniziative politiche di Azione. Egli nomina la Segreteria e sottopone proposte di deliberazione all’approvazione dell’Assemblea e del Comitato Direttivo. Secondo lo statuto di Azione, al Segretario spetta il coordinamento sia delle varie articolazioni territoriali e tematiche, sia tra il partito e gli eletti a livello nazionale e locale. Inoltre, designa la Segreteria e ne convoca le riunioni. La carica del Segretario dura fino al primo Congresso Nazionale successivo alla sua elezione.

Carlo Calenda e Matteo Richetti.

Il Presidente

Eletto dall’Assemblea a maggioranza dei voti espressi, il Presidente resta in carica fino al successivo Congresso. Egli convoca e presiede l’Assemblea, convoca il Congresso ed è il garante delle minoranze.

Il Tesoriere

Tra le cariche elettive vi è anche quella del Tesoriere. È eletto dall’Assemblea ed è responsabile della gestione amministrativa e finanziaria del partito. Redige le bozze dei progetti di bilancio e un rendiconto semestrale dell’attività svolta, che presenta al Comitato Direttivo. È compito del Tesoriere pubblicare i bilanci e garantire la trasparenza di Azione.

Il Collegio dei Probiviri

Questo organo ha la funzione di garantire il rispetto dello Statuto e di dirimere sia le controversie che si formano tra le articolazioni territoriali, sia tra queste e gli organi di Azione. Delibera inoltre sulle controversie disciplinari. Per garantire imparzialità il Collegio è composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall’Assemblea, i quali non rivestono alcuna carica all’interno del partito. Il Presidente del Collegio è eletto tra i propri componenti. Le decisioni vengono prese con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Le sanzioni disciplinari che il Collegio può predisporre, in caso di denuncia di violazioni dello Statuto, nei confronti degli Associati prevedono il richiamo scritto, la sospensione da un mese a due anni o l’esclusione. Il Collegio viene eletto in occasione del Congresso, e rimane in carica fino al successivo.

Il Comitato Promotore

In attesa della convocazione del primo Congresso Nazionale di Azione, e dell’elezione degli organi e delle cariche citate, è stata disposta una norma transitoria che regola funzioni e poteri. Un Comitato Promotore nazionale esercita attualmente i poteri attribuiti al Congresso, all’Assemblea e al Comitato Direttivo. I 46 membri del Comitato Promotore sono figure che hanno promosso la nascita del partito o che comunque lo sostengono. Tra questi, naturalmente, compaiono Calenda e Richetti. Ma anche Enrico Costa, ex deputato di Forza Italia, il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, il consigliere del Ministro della salute per l’emergenza COVID-19 Walter Ricciardi e il giornalista Alessandro Barbano.

I membri del Comitato sono anche responsabili nazionali per quanto riguarda diversi temi, come sanità, scuola e giustizia. Fino alla convocazione del Congresso spetta dunque al Comitato espletare tutte le funzioni previste dallo Statuto e amministrare il partito.

 

L’organizzazione territoriale di Azione

Azione si articola territorialmente in Gruppi di aggregazione spontanea, presenti a livello provinciale e comunale in tutte le regioni del Paese. I Gruppi, formati da almeno cinque membri, sostengono le attività nazionali di Azione, ne promuovono iniziative locali e le campagne elettorali. Ogni Gruppo adotta, sulla base di quello nazionale, un proprio statuto che deve essere approvato dal Comitato Direttivo. Oltre a quelli territoriali vi sono anche Gruppi tematici, che si occupano di argomenti ben precisi, come i gruppi “Economia Circolare a Milano in Azione” o “Migrazione in Azione” nella provincia di Roma.

Raccordo tra i Gruppi locali e gli organi centrali di Azione sono i coordinamenti regionali, creati su iniziativa dei diversi Gruppi. Devono far parte dei coordinamenti almeno tre quarti dei Gruppi presenti nella regione e comunque, fino al primo Congresso, non hanno rappresentanza politica o statutaria. È infatti con il primo Congresso Nazionale che i vari coordinamenti regionali, provinciali e comunali saranno ufficialmente istituiti. I coordinamenti regionali prevedono tra i loro organi l’assemblea degli iscritti, il segretario e il consiglio direttivo, formato dai coordinatori dei diversi Gruppi territoriali.

Aspettando il Congresso

La struttura di Azione, come già detto, è ancora in piena fase di formazione. Poteri, cariche e organi sono ancora piuttosto indefiniti e l’unico ruolo che pare certo è quello di leader del partito, ricoperto da Calenda, a cui subito segue Matteo Richetti. Dovremo dunque aspettare il primo Congresso Nazionale per avere un quadro completo dei diversi ruoli e delle cariche assegnate di un partito che appare, comunque, molto ambizioso.