Il caso venezuelano-panamense

Maduro

Un anno dopo la sua elezione come Presidente del Venezuela, Nicolás Maduro si ritrova a guidare un Paese nel caos, segnato da disordini e scontri di strada. Inoltre, il tasso di omicidi del Venezuela è fra i più alti al mondo, il livello di inflazione aumenta e si registrano numerose carenze di prodotti di prima necessità. E sotto il profilo diplomatico, la situazione non è delle migliori: dopo che Panamá aveva richiesto di svolgere una riunione urgente presso l’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) per discutere a proposito della critica situazione in Venezuela, Maduro ha annunciato la rottura dei rapporti diplomatici ed economici con la nazione centroamericana.

“Ho deciso di rompere i legami politici e diplomatici con l’attuale governo di Panamá e congelare tutte le relazioni commerciali ed economiche da questo momento”, così ha dichiarato Maduro. Secondo il Presidente venezuelano il governo panamense sta cospirando con gli Stati Uniti per intervenire in Venezuela. Inoltre, il presidente venezuelano ha criticato il Segretario Generale dell’OAS, José Miguel Insulza, che aveva suggerito in precedenza l’invio di un gruppo di osservatori in Venezuela.

D’altra parte, il presidente di Panamá  Ricardo Martinelli ha espresso il proprio stupore per la decisione del Venezuela, commentando così su Twitter: “Decisione a sorpresa del governo del Venezuela. Panamá spera solo che questa nazione sorella trovi la pace e rafforzi la propria democrazia”.

Il governo panamense dichiara di aver agito secondo il diritto internazionale e senza alcuna intenzione volta a creare instabilità contro il governo del Venezuela. Invece, considera le misure adottate dal governo venezuelano, ovvero l’ordine dato all’ambasciatore e agli altri diplomatici di Panamá di abbandonare immediatamente il Venezuela, “inutili, sproporzionate e scostanti” oltre che “incompatibili con gli obblighi del Venezuela nell’ambito degli accordi commerciali internazionali”. Proprio quest’ultimo punto è essenziale per la politica di Martinelli, poiché soprattutto durante la sua presidenza è emerso quanto gli sforzi diplomatici di Panamá siano influenzati dall’agenda economica del Paese, fedele al libero commercio.