Arabia Saudita: morto re Abdullah

Il re dell’Arabia Saudita Abdullah è morto questa notte all’età di 90 anni, a causa delle complicazioni di una polmonite. A succedergli il fratello Salman.

Successione

Le voci sulla morte di Abdullah si erano cominciate a diffondere sui social network prima che Arabia tv cominciasse a trasmettere versetti del Corano – spesso precedono cattive notizie – per poi dare l’annuncio.

Abdullah bin Abdullahziz era re dal 2005, anche se effettivamente in carica sin dal colpo di stato condotto 10 anni prima dal fratello Fahd, poi colpito da un ictus che lo aveva reso inabile a governare. Abdullah, nel 2011, in risposta alla “primavera araba” aveva consentito un limitato processo riformatore, tuttavia, in Arabia Saudita le donne non possono guidare e si può votare solo per eleggere le autorità locali. Senza dimenticare il fatto che la “decapitazione” è ancora parte integrante del sistema giudiziario saudita.

In programma, però, non c’è nessun rivolgimento, infatti, il principe ereditario Salman bin Abdullahziz Al Saud, quasi 80 anni di età, ha promesso che la direzione del regno non cambierà. È stato nominato principe ereditario nel 2012, ultimamente aveva cominciato a svolgere ruoli di governo sempre più attivi nonostante si sospetti sia affetto dal morbo di Parkinson. A tal proposito la casa regnante nega.

Speculazione

A partire dall’estate il prezzo del petrolio, un barile era arrivato a costare 100 dollari, si è dimezzato a causa di un eccesso di produzione contestuale a un abbassamento della domanda. Nel mese di novembre l’Arabia Saudita, il più grande esportatore di petrolio al mondo, ha guidato l’OPEC verso la decisione di mantenere la produzione sotto i 30 milioni di barili al giorno.

Appena giunta la notizia della morte di Abdullah, i prezzi del petrolio hanno subito un’impennata. La possibilità che la politica energetica saudita potesse subire un cambiamento ha dato il via ai tentativi di speculazione.

Tuttavia, appare chiaro, in particolare dopo le parole di continuità espresse da Salman, che nell’immediato futuro non ci saranno modifiche alla linea di Abdallah. Questa impressione è al momento confermata dalla scelta di Ali Al Naimi in qualità di ministro del Petrolio, carica che ricopre dal 1995.