Quale paese Ue ha più cittadini che vivono all’estero?

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Quale paese Ue ha più cittadini che vivono all’estero?

Senza girarci attorno è il Regno Unito il (ex?) paese dell’Ue con più cittadini che vivono all’estero. Come è possibile vedere dalla mappa realizzata da Max Galka per Metrocosm.com basandosi sui dati della Population Division delle Nazioni Unite, sono quasi 5 milioni i britannici che attualmente risultato residenti al di fuori della madre patria.

Quale paese Ue ha più cittadini che vivono all’estero?

Il dato di per sé non costituirebbe un particolare problema ma ai tempi della Brexit nuovi interrogativi si pongono all’attenzione non solo degli “europei” che vivono in Gran Bretagna ma anche, appunto, dei britannici espatriati nei paesi dell’Ue.

I 10 paesi del mondo dove si trasferiscono maggiormente i britannici (a sinistra) – I paesi Ue con maggiore presenza di britannici rappresentati in verde via via più scuro (a destra)

Recentemente, il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, dopo che i dati relativi al traffico internet post referendum avevano evidenziato l’interesse di molti utenti britannici in merito, confermando un aumento delle richieste di conseguimento della cittadinanza, ha detto che ai cittadini del Regno Unito dovrebbe essere concessa la “doppia cittadinanza” così da metterli al riparo da qualunque conseguenza dei negoziati. “Non alzeremo il ponte levatoio  perché quella che sarà la prossima classe dirigente britannica ha votato in maniera schiacciante in favore dell’Ue”, ha aggiunto Gabriel riferendosi al voto dei giovani inglesi.

Con toni decisamente più ironici ha affrontato la questione il Gandul, quotidiano di Bucarest, che ha lanciato “Romanians for Remainians”, una campagna per adottare i britannici che hanno votato per rimanere sotto l’ombrello di Bruxelles. I (pochi) cittadini rumeni residenti nel Regno Unito – nel 2014 erano circa 170mila, tanto per fare un esempio, i polacchi sono 790mila – hanno rappresentato uno dei bersagli privilegiati del fronte pro Leave che li accusava di “sfruttare il Welfare britannico”. Ora non è che la situazione si sia ribaltata ma, in Romania, a qualcuno è scappata una risata.