Cooperazione e sviluppo: quante le risorse destinate dall’Italia?

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Cooperazione e sviluppo: quante le risorse destinate dall’Italia?

Quante sono le risorse che l’Italia destina alla cooperazione allo sviluppo? E’ questa la domanda  oggetto dell’ultimo minidossier che Openpolis ha realizzato insieme a Oxfam,  una delle più importanti confederazioni internazionali specializzata in aiuto umanitario. Nel 2015 l’Italia ha destinato quasi 3 miliardi e 954 milioni in aiuto pubblico allo sviluppo. Tuttavia, i fondi destinati allo sviluppo rimangono sempre più nei paesi donatori per la gestione dei rifugiati invece di raggiungere quelli meno sviluppati a cui sarebbero destinati.

Cooperazione e sviluppo: quante le risorse destinate dall’Italia?

Chi dona di più? 

Nel 2014 il volume mondiale di risorse destinate allo sviluppo ha sfiorato i 140 milioni di euro. Più di 125 milioni del totale è stata trasferita dai cosiddetti paesi DAC, il Comitato per l’aiuto pubblico allo sviluppo dell’Ocse, di cui fa parte anche l’Italia. Il resto fa capo alle agenzie multilaterali. Nella classifica internazionale dei maggiori donatori l’Italia risulta dodicesima. Gli Stati Uniti sono il paese che ha devoluto la cifra più alta nel 2015 con 28miliardi di euro.

L’aiuto pubblico italiano

La maggior parte delle risorse del canale bilaterale viene spesa non nei paesi beneficiari, ma nei paesi donatori. E l’Italia non fa eccezione. Lo scorso anno, ad esempio, sono stati impegnati oltre 960 milioni per l’assistenza dei rifugiati, il 53,19% del budget bilaterale. In soli 5 anni, l’Italia ha deciso di impegnare per i rifugiati molte più risorse, passando dallo 0,10% del 2010 al 24,30% del 2015.  Se si prendono le cifre dei fondi spesi si passa dallo 0,12% del 2010 al 25,55 del 2015. Ma il Bel Paese non è l’unico a segnare questo trend. In Germania, ad esempio, nell’ultimo anno la quota destinata ai rifugiati è aumentata di oltre 15 punti percentuali: dall’1,03% del 2014 al 16,83% del 2015. In Slovenia si è passato invece dallo 0,13% del 2014 al 9% del 2015.

Gli impegni disattesi

Se da un lato viene spesa solo una piccola parte delle risorse stanziate, dall’altro, vengono spesi molti soldi in paesi non “prioritari”. Lo scorso anno, ad esempio, è stato destinato in tutto solo il 22,26% delle risorse a disposizione.  Il principale capitolo di spesa quello “paesi non specificati”, in cui rientrano anche le cifre per i rifugiati spese nei paesi donatori (in questo caso l’Italia).

Gli obiettivi per il futuro.

Nel 2015 il premier Matteo Renzi ha dichiarato che entro il 2017 l’Italia sarebbe diventato il quarto paese donatore del G7. Per raggiungere questo obiettivo dovrebbe superare due paesi, Canada e Giappone. L’Italia dovrebbe così aggiungere 7 punti percentuali ai propri fondi.