Inter, il futuro è nel nuovo piano di Erick Thohir

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La nuova Inter di Erick Thohir, come emerso nei giorni scorsi, sarà garante di sé stessa, tramite i suoi ricavi, del prestito da 200 milioni di euro siglato con Unicredit nelle settimane scorse. Insomma se sotto la gestione di Massimo Moratti il portafoglio dell’imprenditore petrolifero rappresentava la garanzia ultima di solvibilità del club nerazzurro, sotto il tycoon indonesiano l’Inter dovrà cavarsela da sola, pena il fallimento dello stesso club.

I tifosi nerazzurri tuttavia possono stare relativamente tranquilli. Calcioefinanza.it è infatti stata in grado di prendere visione dell’intero piano dell’operazione strutturata da Thohir con il sostegno di Goldman Sachs e ora è in grado di rivelare tutti i particolari.

Come si evincerà dalla lettura, il piano predisposto dal nuovo presidente non solo è in linea con le best practice del settore (ovvero con le migliori tecniche finanziarie oggi in uso) ma soprattutto poggia su basi molto conservative. Ciò significa che Thohir ha usato prudenza nelle stime sui guadagni futuri. Di conseguenza il piano sembra poggiare su basi solide.

Qualche osservatore aveva infatti suonato l’allarme di fronte al fatto che Thohir, invece di subentrare direttamente a Moratti quale garante dell’indebitamento della società nerazzurra, avesse deciso di sostituire le linee di credito esistenti con un nuovo prestito, offrendo come garanzia ai creditori non il suo patrimonio personale ma il 100% di una società di nuova costituzione (Inter Media and Communication) nel cui attivo, oltre ai contratti di sponsorizzazione e al canale tematico del club, figura da poco anche il marchio Inter (apportato attraverso conferimento dalla vecchia Inter Brand). Insomma, il fatto che l’impegno finanziario di Thohir e dei suoi soci indonesiani nella Beneamata sia stato finora limitato ai 75 milioni versati nell’aumento di capitale riservato di novembre e ai 30 milioni di maggio, e che dopo la recente operazione di rifinanziamento il club sia sostanzialmente diventato garante dei suoi stessi debiti, aveva gettato qualche ombra sull’effettiva capacità dell’uomo d’affari indonesiano di rilanciare il club.

Massimo Moratti e Marco Tronchetti Provera

I documenti ufficiali dell’Inter, predisposti nell’ambito dell’operazione di rifinanziamento e consultati da Calcioefinanza.it, sembrano tuttavia fugare questi dubbi. Non solo perché il rifinanziamento e il riassetto societario correlato, lungi dall’essere, come qualcuno ha voluto dipingerli, due operazioni poco trasparenti, sono in linea con le normali prassi di mercato, ma anche perché, sulla base delle stime della dirigenza nerazzurra, considerate attendibili dalla società di revisione Ernst & Young, relative ai flussi reddituali di Inter Media and Communication, quest’ultima appare ampiamente in grado di fare a fronte ai propri impegni futuri con le banche. Vediamo come e perché.

IL RIFINANZIAMENTO

Il 27 maggio Unicredit ha concesso alla società di nuova costituzione Inter Media and Communication un finanziamento di 200 milioni di euro (aumentabile fino a 230 milioni), che la società ha in gran parte girato alla capogruppo FC Internazionale SpA. Nel dettaglio la società cui è stato erogato il prestito da parte di Unicredit ha a sua volta prestato alla capogruppo circa 127 milioni, che li ha utilizzati per rimborsare l’indebitamento in essere con il pool di banche formato da Bpm, Banco Popolare, Unicredit, Veneto Banca, Mps e Mps Leasing & Factoring. Il rimborso del debito pregresso ha inoltre consentito a FC Internazionale SpA di liberare Massimo Moratti, che era garante personalmente nei confronti delle banche, di tutti gli obblighi e gli impegni che aveva assunto con le banche. Unicredit ha tuttavia preteso e ottenuto, quale nuova garanzia, il pegno sull’intero capitale di Inter Media and Communication. In altre parole, se quest’ultima società non fosse in grado di onorare il proprio debito, la banca guidata da Federico Ghizzoni avrebbe la facoltà di escutere la garanzia entrando in possesso delle azioni della società. Un’ipotesi che però appare remota.

IL RIASSETTO

Ma come riuscirà Inter Media & Communication a fare fronte ai propri impegni con Unicredit? Fino a qualche settimana fa la società era infatti una scatola vuota. Tuttavia grazie al conferimento da parte della capogruppo e della controllata Inter Brand del ramo d’azienda relativo all’attività di gestione delle sponsorizzazioni, dell’attività di commercializzazione del materiale audiovisivo storico, di Inter Channel e di quello inerente le attività di licensing e merchandising nonché del marchio Inter, la newco è diventata uno principali dei generatori di cassa del gruppo. Cassa che, in base alle previsioni, peraltro estremamente prudenziali della dirigenza nerazzurra, dovrebbe essere sufficiente a pagare l’interesse annuo del 5,5% e a versare, a partire dall’ottobre 2015 fino all’aprile 2019, una rata di 3 milioni ogni tre mesi (12 milioni l’anno), necessaria ad abbattere progressivamente l’esposizione.

Secondo le stime di Thohir e del management della società nerazzurra, infatti, i ricavi di Inter Media and Communication dovrebbero infatti passare dai 73,3 milioni della stagione 2013/14 (il dato è proforma, in quanto la società è stata appena costituita) a 81,5 milioni nel 2016/17 per poi attestarsi di poco sotto ai 90 milioni nel 2019/20. Il piano completo su www.calcioefinanza.it