Suburbicon: la recensione in anteprima del nuovo film di George Clooney

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Suburbicon: la recensione in anteprima del nuovo film di George Clooney

Il sesto film diretto da George Clooney è il noir scritto venticinque anni fa dai fratelli Coen.

Il regista utilizza una storia ambientata nel passato per riuscire a parlare del presente.

Nel 1957 nella tranquilla cittadina di  Suburbicon vivono due famiglie, con due storie diverse, una realmente accaduta e una frutto dell’immaginazione dei Coen, due realtà agli antipodi che convivono a pochi metri l’una dall’altra.

Il punto di contatto tra le due famiglie sono i rispettivi figli coetanei. I bambini sono l’emblema del futuro e fondamentali nello svolgersi del racconto.

Suburbicon: una trama che mescola realtà e verosimile

 Dal momento in cui a Suburbicon si trasferisce la famiglia afroamericana Meyers tutto il quartiere si mobilità per cacciarli. I loro vicini, i Lodge, invece, sono protagonisti di una serie di misteriosi eventi che si infittiscono sempre più e che si scioglieranno solo nel finale.  Eppure non attirano l’attenzione di nessuno poiché tutti sono troppo impegnati a inveire contro i vicini solo perché neri. E mentre da una parte le proteste violente aumentano e dall’altra gli equilibri familiari precipitano, nel giardino i bambini giocano e diventano amici.

Il razzismo e lo speach alla deep America

Clooney ha scelto accuratamente questa storia, il thriller satirico sullo sfondo dei conflitti razziali degli anni ’50 vuole parlare all’America dei giorni nostri, in particolare a  quella profonda.

Una delle modifiche che il regista ha apportato alla storia dei Coen è sottile ma importante.

È stata convertita la data di ambientazione dal 1985, come inizialmente immaginata, al 1957: così che Nicky, il bambino bianco protagonista del film ha esattamente la stessa età che Donald Trump avrebbe avuto all’epoca.

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Suburbicon, cast e trama: la misteriosa famiglia Lodge

 

Matt Damon è Gardner, il padre di famiglia dedito al lavoro, apparentemente equilibrato. Per il ruolo ha dovuto mettere su qualche chilo e l’attore dichiara che la moglie fu molto felice di vederlo tornare in forma.

Julien Moore interpreta due sorelle gemelle, Rose e Margaret, l’una l’opposto dell’altra.

Una moglie e madre costretta su una sedia a rotelle a causa di uno strano incidente e l’altra con un segreto da nascondere a tutti i costi.

Non è la prima volta che l’attrice ricopre due ruoli. Agli esordi della sua carriera in una soap opera interpretò due sorelle e cugine: le due ragazze avevano lo stesso padre e le madri erano sorelle.

Noah Jupe, giovanissimo attore, recita nelle vesti di Nicky, figlio di questa folle famiglia. Nonostante tutto riesce a dare una nota positiva alla storia, lasciandoci con la speranza che le cose possano cambiare in futuro.

Suburbicon: una considerazione finale

 

Suburbicon non è un film con un classico finale o con il lieto fine che tutti vorrebbero ma ci da la consapevolezza che i bambini sono il futuro e che con la loro semplicità spesso sono migliori di noi adulti.

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