Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 26 novembre

Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 14 gennaio 2019

Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 26 novembre

Diamo puntualmente conto dei sondaggi che ogni settimana vengono prodotti dai vari istituti confrontando le tendenze ed i numeri dei singoli studi.

Ognuno può così confrontare il valore dei partiti osservando come cambia la percentuale da un sondaggio all’altro.

In questa rubrica però, come ogni settimana, cerchiamo, con la collaborazione di Vincenzo Ruocco, di tracciare l’andamento dei sondaggi elettorali che si distaccano dagli altri per vedere successivamente chi ci aveva visto giusto. E anche per cercare di comprendere quali istituti fiutano i cambiamenti di umore dell’elettorato prima degli altri.

Sondaggi elettorali, IPSOS si stacca da tutti e vede la Lega al 36,2%, un vero minority report

Questa settimana non ci sono dubbi. E’ la Lega il partito che presenta le oscillazioni maggiori e i minority report più significativi. Tra la stima più bassa, il 31,1% di EMG, e quella più alta, il 36,2% di IPSOS, vi è addirittura il 5,1%.

Ed è soprattutto verso l’alto che c’è maggior distacco dalla media del 33%. Ovvero con il 36,2% del già citato IPSOS. Che risulta quasi del 3% maggiore della seconda stima migliore per il partito di Salvini, il 33,3% di Index.

 

Molta meno distanza tra i sondaggi migliori e quelli peggiori per il Movimento 5 Stelle. In questo caso si oscilla tra il 25% di Noto e il 27,7% di Ipsos. Intorno alla media del 26,3% non ci si distacca per più del 1,4%. Ormai pare esserci un certo consenso tra gli istituti di sondaggio sulla situazione del M5S, in declino rispetto ai risultati del 4 marzo.

Sondaggi elettorali, i minority report sui partiti d’opposizione

Sul PD come nelle altre settimane vi è un certo accordo tra gli istituti. Nessuno questa volta lo pone al di sotto del 16,8%, a testimonianza di un piccolo recupero.

E a fronte di una media del 17,8%, si deve registrare il 19% di Winpoll come valore maggiore, che da qualche tempo non era stato raggiunto. All’estremo opposto il 16,8% di IPSOS, l’istituto più negativo sul PD.

Come in altre occasioni è su Forza Italia che ci sono le maggior distanze, in termini relativi, tra i sondaggi. Intorno alla media del 8,3% si oscilla del 2,6%, con un massimo rappresentato dal 9,8% di Winpoll, e un minimo come il 7,2% di Index Research.

Certo, settimana scorsa nel migliore dei casi si superava l’11% per Forza Italia, ma le distanze tra istituto e istituto rimangono più ampie di quelle presenti per altri partiti dell’opposizione anche questa settimana.

Per quanto riguarda le forze minori per Fratelli d’Italia l’oscillazione rimane ridotta, tra il 2,6% di Ipsos e il 3,9% di EMG, mentre per gli altri partiti le cose sono diverse.

Liberi e Uguali, alle prese con varie spaccature, è vista variare tra l’1,5% di Ipsos e il 3,4% sempre di Emg, quasi un 2% tra l’istituto più pessimista e più ottimista, che è tanto per una forza che è data in media al 2,2%.

Distacchi leggermente inferiori per +Europa, per cui si va dal 1,7% di Emg al 3% di SWG.

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