Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 10 dicembre

Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 14 gennaio 2019
Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 10 dicembre

Diamo puntualmente conto dei sondaggi elettorali che ogni settimana vengono prodotti dai vari istituti confrontando le tendenze ed i numeri dei singoli studi. Ognuno può così confrontare il valore dei partiti osservando come cambia la percentuale da un sondaggio all’altro.

In questa rubrica però, come ogni settimana, cerchiamo, con la collaborazione di Vincenzo Ruocco, di tracciare l’andamento dei sondaggi elettorali che si distaccano dagli altri per vedere successivamente chi ci aveva visto giusto. E anche per cercare di comprendere quali istituti fiutano i cambiamenti di umore dell’elettorato prima degli altri.

Sondaggi elettorali, Index e SWG generosi con Lega e Movimento 5 Stelle

Non si tratta di veri e propri minority report, perché questa settimana sono usciti solo tre sondaggi su cui fare analisi, ma di rilevazioni che favoriscono o sfavoriscono più di altri i principali partiti. Si tratta di Index per la Lega, che viene posta al 34,7%, e di SWG per il Movimento 5 Stelle, che è stimato al 27,3%.

Sono valori che si discostano dalla media del 1,8% nel caso leghista, e del 1,4% in quello pentastellato.

Anche nel caso migliore per il Movimento 5 Stelle, quello di SWG, comunque la distanza dalla Lega appare superiore a ogni forchetta possibile. È un fatto strutturale. Si tratta del 4,7% contro il 7% di media

 

 

Sondaggi elettorali, sempre alte le oscillazioni su Forza Italia

è sempre Forza Italia il partito che presenta le oscillazioni maggiori, anche con un ridotto numero di rilevazioni come è il caso di questa settimana.

Si va infatti dal 7,5% di Index Research all’11% di Tecnè. La media è dell’8,9%, e quindi la stima maggiore è del 3,1% più alta di questa.

Ancora risulta difficile per gli istituti intercettare le intenzioni degli elettori berlusconiani, indecisi evidentemente tra la conferma del proprio voto e il passaggio alle file leghiste.

 

Situazione opposta per il PD. Tutti gli istituti segnalano di fatto la stessa percentuale, tra 17,6% e 17,7%. È lo zoccolo duro, quel sesto della popolazione che votava 15-20 anni fa il PDS per esempio.

Sui partiti più piccoli è difficile fare un’analisi. Solo per Fratelli d’Italia ci sono tre stime, e si va dal 3,3% di SWG al 4,2% di Tecnè. Per Liberi Uguali vi è il segnale di un declino ancora non percepito allo stesso modo da tutti, con il 2,4% di SWG che diventa solo 1,7% per Index.

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