Venezuela: la crisi divide la popolazione e l’America

Venezuela: rispetto alle proteste del 2014 e del 2017, la principale differenza è che questa volta la comunità internazionale appare più interessata.

Venezuela: la crisi divide la popolazione e l'America
Venezuela: la crisi divide la popolazione e l’America

Lo scorso 23 gennaio centinaia di migliaia di venezuelani sono scesi in piazza contestando Nicolás Maduro; il Presidente si era insediato per un secondo mandato presidenziale poche settimane fa. Le elezioni presidenziali dello scorso maggio sono tuttora contestate dall’opposizione venezuelana soprattutto a causa di un’alta astensione, nonché della mancata partecipazione e dell’opposizione.

Il neo-Presidente dell’Asamblea Nacional, Juan Guaidó, ha denunciato Maduro come ‘usurpatore’ e ha invitato l’esercito, il popolo venezuelano e la comunità internazionale, a sostenere gli sforzi della stessa Asamblea Nacional per rimuoverlo. Pertanto, ha sollecitato i venezuelani a partecipare alla manifestazione del 23 gennaio; quindi, migliaia di persone sono scese in strada a Caracas e in altre città del Paese per partecipare alla manifestazione anti-governativa durante la quale Guaidó ha annunciato di assumere la presidenza provvisoria del Venezuela, promettendo di formare un governo di transizione e indire nuove elezioni.

Venezuela: le reazioni della comunità internazionale

Rispetto alle ondate di protesta del 2014 e del 2017, la principale differenza è che questa volta la comunità internazionale appare più interessata. Infatti, gli Usa e altri paesi americani (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Paraguay e Perù), assieme all’Organizzazione degli Stati Americani, appoggiano ufficialmente Juan Guaidó come legittimo Presidente del Venezuela. Messico, Bolivia e Cuba hanno invece ribadito il loro sostegno al governo di Nicolás Maduro.

Da parte sua, Maduro ha annunciato l’interruzione dei rapporti con gli Stati Uniti per poi ordinare anche l’espulsione dei diplomatici statunitensi residenti in Venezuela. Inoltre, Nicolás Maduro ha avuto ricevuto l’appoggio da parte delle forze armate; il Ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino ha rinnovato la sua fedeltà al Presidente definendo “legittimo” il governo di Maduro.

Venezuela: scontri e morti nel Paese

Nel frattempo, centinaia di migliaia di persone sono scese in strada a Caracas e in altre città del Paese; da una parte la popolazione colpita dall’inflazione e dalla fame che contesta il governo, dall’altra, i sostenitori di Nicolás Maduro.

Durante le proteste si sono verificati scontri tra forze di sicurezza e manifestanti; secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, a seguito delle manifestazioni sarebbero morte finora 5 persone. Diverso il bilancio secondo le organizzazioni non-governative per cui il numero di vittime sarebbe compreso tra 7 e 16.

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