(dal blog) Nuovi partigiani, vecchie battaglie, eterni dubbi

(dal blog) Nuovi partigiani, vecchie battaglie, eterni dubbi

Cara convivente,
ricordo ancora il 2016, quando la crudele aggressione di Casapound al Romics massacrò una decina di fumetti con la Coca Cola. Erano i primi segni, e noi gridavamo su Twitter il pericolo fascista. Oggi è tardi. Hanno preso ben lo 0,6% alle elezioni e hanno una casa editrice e una testata giornalistica online. Il troppo è troppo; è mio dovere combatterli. Io e i compagni abbiamo deciso di recarci al Salone del libro di Torino, dove i fascisti hanno uno stand. Sarà durissima, molti di noi potrebbero restare senza wifi per ore, ma la patria dev’essere salvata. Ci andremo in massa, armati di libri come scudi, per respingere il reg


«Guarda che non andiamo» dice il compagno Ubaldo.
È il social media manager di uno studio di architetti. Correggo subito la mail alla mia amata.

Anzi, no. Non andremo. Andare significherebbe avallare la politica del Salone, che ha osato dare spazio ai fascisti. Resteremo a casa, a twittare come se non ci fosse un domani, ora e sempre antifascisti. Assenza è maggiore presenza, dopotutto. Gli insegnamenti d

«Invece andiamo» fa Ubaldo.


«Ti vuoi decidere?» domando, alzando la testa dal PC.

Ubaldo è chino sul mac e svapa come un forsennato: «Non dipende da me, compagno, la tensione con l’ANPI è altissima. Una parola sbagliata durante la trattativa e si scatenerà un hashtag.»
«Il Salone è tra poche ore.»
«Lo so, ma rischiamo che la sinistra ci dia dei fasci o ci blocchino. È un prezzo troppo alto.»

«Ubaldo, cazzo dici, siamo noi la sinistra.»
«Allora dobbiamo allinearci alla linea della sinistra.»
«E qual è?»
Ubaldo, avvolto da un vapore alla curcuma, alza le mani dalla tastiera. Lo capisco: qualsiasi risposta sarebbe fascista.
Sospiro: «Ubaldo, io voglio davvero sconfiggere il regime totalitario dello 0,6%, ma in queste condizioni…»
«ASPETTA! LA MURGIA DICE CHE SI VA!»
«Ma chi cazzo se ne frega, mica è segretaria di partito, è una tizia qualunque che scrive. Pure il mio tabaccaio ha un romanzo ch
«NO! NO! L’ANPI DICE DI NO! TUTTI A CASA!»



Vabbè, dovrò finire la lettera a modo mio.

Cara convivente,
nessuno qui ha idea di chi sia davvero a sinistra e chi sia un fascista travestito, o se un travestito fascista sia accettabile, o se questa mia precisazione sia un’offesa a un genere sessuale che non conosco ma che esiste, come i bucchini vegani. Di base mi sembra di ricordare che il problema fossero i libri di Casapound al Salone del libro di Torino e quale fosse la strategia migliore per

«…cos’è che vogliamo fare, Ubaldo? Censurarli?» chiedo.
«NO! Manifestiamo il nostro dissenso al fatto che possano esserci.»
«Quindi vorremmo li censurassero.»
«Questo l’hai detto tu.»

la strategia migliore per far sì che qualcuno li faccia sparire senza censurarli. Siamo in attesa di ordini, ma anche di sapere chi dovrebbe dare gli ordini, dato che il segretario di partito non parla, mentre parla solo chi non è segretario di partito. Nel dubbio, #IoVadoATorino e #IoNonVadoATorino, mi faccio due Peroni e uno Xanax, ci vediamo stasera appena esco dall’ufficio.

Ubaldo sporge la testa e legge la mia mail.

«Dovresti mettere l’asterisco per non offendere le persone con una sessualità non binaria.»
«Ci vuole più Europa.»
Ci baciamo.