Decreto sicurezza Sea Watch: cosa dice il testo approvato e sanzioni

Decreto sicurezza bis: cosa prevede e quali sanzioni in caso di violazione del divieto disposto dal Ministro dell’Interno. L’applicazione al caso Sea Watch.

Decreto sicurezza Sea Watch cosa dice il testo approvato e sanzioni
Decreto sicurezza Sea Watch: cosa dice il testo approvato e sanzioni

In questi giorni stanno tenendo banco le vicende della Sea Watch e del suo ingresso senza autorizzazione in acque italiane. Vediamo cosa dice il decreto Sicurezza bis (D.L. n. 53 del 2019), approvato qualche settimana fa dal Consiglio dei Ministri. Ciò dato che, per la prima volta, le sue disposizioni potrebbero essere applicate proprio per il comportamento della ONG tedesca.

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Decreto sicurezza bis: il caso Sea Watch e le sanzioni

Visto quanto successo negli ultimi tempi, sembra che l’applicazione del decreto Sicurezza bis sia una conseguenza logica dell’ingresso nelle acque italiane, in contrapposizione alla volontà dello Stato, da parte della nota nave ONG. Sintetizzando, il decreto in oggetto è caratterizzato da previsioni come il sequestro della nave (in caso di recidiva), poteri diretti al Prefetto al fine di sanzionare e conseguentemente, multe piuttosto ingenti. Come accennato, la vicenda sembra quella adatta all’utilizzo di quanto previsto nel decreto, dato che la ONG, battente bandiera olandese, senza permesso è giunta fino a Lampedusa, dopo un periodo di sosta ed attesa al confine delle acque territoriali italiane, con 42 migranti a bordo.

In particolare, l’art. 1 del decreto prevede che il Ministro dell’Interno possa “limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica” ovvero quando si concretizzano le condizioni di cui all’articolo 19 della Convenzione di Montego Bay (inerenti il cosiddetto “passaggio inoffensivo”).

Il provvedimento di divieto di ingresso o di limitazione nei confronti della nave, è preso di “di concerto con il ministro della Difesa e con il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, secondo le rispettive competenze, informandone il presidente del Consiglio dei ministri“.

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Venendo più allo specifico dell’aspetto sanzionatorio, laddove il provvedimento dello Stato sia violato (pur essendo stato debitamente notificato al Comandante della nave, come nel caso Sea Watch), sarà applicata una multa o sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro oscillante tra 10.000 e 50.000 euro. Insomma, una multa salatissima. Inoltre, in caso di reiterazione, ovvero di nuova violazione del divieto, è prevista l’applicazione della sanzione accessoria della confisca della nave, con immediato sequestro cautelare. Sarà il Prefetto competente per territorio, ad emettere le sanzioni.

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