Classe di merito CU ereditata: decreto Bersani, quando si applica?

Classe di merito CU ereditata: quando è possibile risparmiare sulla polizza auto? Che cosa dice in merito il decreto Bersani del 2007?

Classe di merito CU ereditata: decreto Bersani, quando si applica?
Classe di merito CU ereditata: decreto Bersani, quando si applica?

Di seguito vediamo di rispondere ad un quesito che, purtroppo, riguarda molti nuclei familiari, nel momento in cui uno dei componenti muoia. Ci si domanda infatti se è possibile subentrare nella sua classe di merito Rc auto, di fatto ereditandola. Sapere come comportarsi in queste circostanze, non è irrilevante, dato che, per l’anzianità conseguita, è ipotizzabile che l’assicurazione del familiare deceduto sia inserita in un’ottima classe, con la conseguenza di una evidente economicità di essa, nel caso la polizza sia ereditata. Vediamo allora cosa è utile sapere in merito.

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Classe di merito Rc auto: di che si tratta?

In effetti sapere a priori come districarsi riguardo al tema decesso di un familiare e classe di merito, non è possibile. Occorre fare un esame dell’assetto normativo in proposito. Ciò anche in quanto sono davvero tanti gli adempimenti che un familiare deve affrontare in caso di decesso, ad esempio, del coniuge. Tra gli altri, gli adempimenti connessi alla dichiarazione di successione, oppure quelli legati al trattamento pensionistico del defunto o quelli connessi ai rapporti che questi aveva con la sua banca di riferimento.

Preliminarmente, vediamo in sintesi che cos’è, secondo il linguaggio del settore delle assicurazioni, una classe di merito. Essa è un valore numerico che identifica la probabilità di provocare incidenti durante la guida di un veicolo, da parte di questo o quell’automobilista. Ciò tenendo conto del comportamento alla guida nel corso degli anni. Essa insomma è necessaria a stabilire quanto l’assicurato deve pagare a titolo di polizza assicurativa.

A partire dal 2005, l’Istituto per la vigilanza delle assicurazioni (ISVAP), ha creato le cosiddette classi di merito universali (Cu), in modo da definire un sistema unitario che stabilisse le regole in merito a priori, in modo da tutelare l’assicurato ed impedire la concorrenza sleale tra le varie compagnie assicurative. In altre parole, il livello di sicurezza e di connesso rischio di incidenti di un dato automobilista è elaborato, grazie a questa classificazione, secondo parametri oggettivi e tale schema è quindi identico per ogni assicurazione, senza che queste possano apportare modifiche alla classificazione ISVAP in oggetto.

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Il decreto Bersani sulle classi di merito: quando si applica

La legge n. 40 del 2007, ovvero la cosiddetta legge Bersani, è intervenuta con una importante novità in tema di classe di merito Rc auto. Infatti, prima di questo provvedimento, la persona che sottoscriveva per la prima volta un contratto di polizza assicurativa Rc auto, era assegnataria della quattordicesima classe, in via automatica. Le conseguenza era che per tutti coloro che da poco avevano conseguito la patente di guida, c’era da pagare una polizza molto cara.

La legge Bersani ha avuto il merito di permettere ai nuovi assicurati di stipulare un’assicurazione per la circolazione con un mezzo a motore, ereditando di fatto la classe di merito di un veicolo di cui erano già in possesso o di un veicolo di un componente del nucleo familiare, poi deceduto. Informando la propria assicurazione di fiducia della volontà di esercitare questo diritto, è chiaro che conseguirà un consistente risparmio delle spese di polizza.

In particolare, la legge Bersani è significativa perché consente di ereditare la classe di merito, in caso di morte dell’intestatario del contratto di polizza Rc auto. È infatti ammesso che, nell’ipotesi la proprietà di un mezzo sia trasferita a titolo ereditario, la classe di merito Cu maturata sul mezzo stesso, sia trasferita a colui che – convivente con la persona poi defunta – ne abbia ottenuto la proprietà a titolo ereditario. Quindi la facoltà in esame vale non solo per il coniuge (ma solo se in regime di comunione di beni durante il matrimonio), ma anche per i figli, se eredi conviventi.

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