Acquisto merce contraffatta online: cosa si rischia ed è reato?

Acquisto merce contraffatta online e possibili rischi: di quali illeciti si tratta e a quali sanzioni può essere soggetto l’incauto consumatore finale?

Acquisto merce contraffatta online cosa si rischia ed è reato

È noto quanto in Italia sia diffuso il problema del commercio e della vendita di merce contraffatta: si stima infatti che ogni estate – periodo d’oro per lo smercio di prodotti falsi – più di 10 milioni di oggetti taroccati siano di fatto comprati da acquirenti più o meno ignari. Vediamo allora cosa dice la legge in merito a questo illecito, con particolare riferimento all’acquisto merce contraffatta online: cosa si rischia?

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Acquisto merce contraffatta: di quali illeciti si tratta?

È necessario premettere che le conseguenze di tale acquisto merce contraffatta possono essere non solo amministrative, ma anche e soprattutto penali. Ed, in ogni caso, non rischia soltanto colui che vende il prodotto taroccato, ma anche il compratore.

Anzitutto gli acquirenti rischiano infatti la sanzione del reato di ricettazione, previsto dall’art. 648 c.p.; esso sussiste in tutti i casi in cui, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, si acquista merce proveniente da un qualsiasi delitto, ad esempio capi rubati, con la consapevolezza della provenienza delittuosa del bene.

È chiaro quindi che, in giudizio, deve essere accertato e sussistente il dolo, ovvero la volontà di commettere l’illecito dell’acquisto merce contraffatta. Le sanzioni penali non sono esigue, potendo arrivare potenzialmente fino a 8 anni di reclusione e a più di 10.000 euro di multa.

Tuttavia, anche in mancanza di responsabilità penale accertata in giudizio, la compravendita di merce taroccata è soggetta alla disciplina della legge n. 99 del 2009, la quale punisce con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro l’acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti e in materia di proprietà industriale.

Si tratta, com’è evidente, di multe molto salate; ne consegue pertanto che è sempre preferibile fare molta attenzione prima di acquistare un prodotto di cui si possano aver dubbi circa la provenienza, dato che la legge punisce il compratore, anche in mancanza di intenzione criminosa, ma solo per la disattenzione nell’aver comprato un prodotto taroccato.

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Cosa si rischia online?

Sappiamo dei rischi connessi all’acquisto merce contraffatta online: quello del commercio elettronico è un settore sì in espansione, ma legato anche ad alcuni pericoli non irrilevanti, tra cui quello dell’acquisto (inconsapevole) di prodotti taroccati.

Infatti, sul web le transazioni sono più veloci ma comportano il rischio di comprare merce scadente, non corrispondente a quella indicata in foto, se non addirittura contraffatta. D’altra parte, stante la particolare natura dell’acquisto online, l’acquirente non può visionare e verificare i beni acquistati, prima della consegna materiale a casa degli stessi. Sulla base di queste considerazioni, la Corte di Cassazione, qualche anno fa, ha espresso un orientamento in qualche modo “mite” verso l’utente finale che acquista (incautamente) merce online contraffatta.

Ha infatti sancito che il consumatore finale non sarà soggetto alle pene dei reati di ricettazione o anche di acquisto di cose di sospetta provenienza (art. 712 c.p.) ma, piuttosto soltanto alla sanzione pecuniaria amministrativa sopra citata. Tuttavia il consumatore sarà tenuto a dimostrare la sua buona fede al momento dell’acquisto on line e di essere del tutto estraneo alla contraffazione, se non vorrà subire conseguenze penali.

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