Banca Popolare di Bari, crisi all’attenzione del Governo

Nuove difficoltà per la Banca Popolare di Bari, servono almeno 800mila euro dopo un autunno travagliato tra inchieste e tribunali.

Banca Popolare di Bari, crisi all'attenzione del Governo
Banca Popolare di Bari, crisi all’attenzione del Governo

È del 4 Dicembre 2019 la comunicazione di Hi-Mtf sulla sospensione della negoziazione dei titoli della Banca Popolare di Bari. La società, a cui fa capo il mercato per la negoziazione di strumenti finanziari tra i cui soci vi sono la Banca Akros del Gruppo BPM e Banca Sella, gestisce lo scambio dei titoli di molte banche popolari della penisola ed ha deciso di comunicare la decisione presa in merito all’istituto pugliese con queste parole:

“In relazione alle recenti notizie di stampa ed in attesa di nuovi sviluppi il titolo azionario Banca Popolare di Bari (IT0000220514), ed il Bond obbligazionario Subordinato BP BARI 6,50% 30/12/2021 SUB (IT0005067019) sono temporaneamente sospese dalle negoziazioni sul Mercato Hi-Mtf.”

Comunicazione Hi-Mft

L’istituto bancario, che conta 341 sportelli e 2700 dipendenti, vede il proprio consigliere delegato Vincenzo De Bustis coinvolto in una inchiesta della Procura di Bari a tutela dei risparmiatori che hanno visto una forte svalutazione del titolo che si è manifestata già questa estate alla presentazione del bilancio 2018 nel quale si evidenziavano perdite per oltre 430 milioni di euro. Lo scenario è quindi delicato e vede la banca già impegnata in una Procedura di Conciliazione con gli azionisti, che l’hanno trascinata in tribunale per essere risarciti dei capitali investiti in obbligazioni invendibili mentre i vertici, tra cui De Bustis, sono sotto la lente della Procura stessa per delle operazioni tra il Lussemburgo e Malta con lo scopo di rafforzare il capitale (operazione conclusasi in un nulla di fatto).

Nuove difficoltà per la Banca Popolare di Bari che ora è alla ricerca di capitali per quasi un miliardo di euro

Ecco che si arriva alla sospensione dello scambio delle azioni che non fa altro che agitare ulteriormente il comparto finanziario ed il dibattito politico. Matteo Renzi, che durante il suo mandato ha dovuto affrontare questioni dello stesso calibro con Banca Etruria e Carige, si mostra titubante sulla tenuta della maggioranze di governo anche a causa delle difficoltà della Banca Popolare di Bari e contro di lui risuonano le parole del presidente di Assopopolari, Corrado Sforza Fogliani, che su Twitter ammonisce quello che vuole far intendere come un modus-operandi tutto italiano nella gestione di queste crisi.

Pertanto, per far fronte all’urgenza incombente di una ricapitalizzazione, la Banca Popolare di Bari sta interloquendo con il MedioCredito Centrale ed il FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) allo scopo di reperire risorse che ammonterebbero ad almeno 800 milioni di euro con una operazione del tutto simile a quanto realizzato per il salvataggio di Banca Carige. La popolare pugliese passerebbe, quindi, sotto il controllo pubblico anche in forza delle intese raggiunte nella giornata del 5 Dicembre tra gli organi del FITD. Quest’ultimi, già nei giorni precedenti, hanno dato spazio ad una ipotesi che vedrebbe un ingresso dello Stato tramite MedioCredito Centrale con un apporto di 150 milioni, capitale non ancora nella diretta disponibilità di MCC ma che attende il trasferimento tramite ricapitalizzazione. Dalla riunione è emersa la richiesta dell’istituto pugliese di un intervento per le gravi difficoltà riscontrate.

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