Revisione patente auto per incidente: quando scatta? Il punto dei giudici

Revisione patente auto per incidente stradale: è sempre da disporre oppure no? Cosa rileva ai fini della legittimità dell’iter? La giurisprudenza sul tema

Revisione patente auto per incidente quando scatta Il punto dei giudici
Revisione patente auto per incidente: quando scatta? Il punto dei giudici

Gli incidenti stradali – come ben sappiamo – non sono purtroppo ipotesi rara nella reta viaria italiana. Imprudenza, sonnolenza, scarsa visibilità, manovre azzardate, un improvviso guasto alla propria vettura: sono tante le possibili cause di sinistro. In questo articolo ci vogliamo occupare di una questione pratica non certo irrilevante: quando scatta legittimamente l’ordine di revisione patente da parte della Motorizzazione civile, a seguito di incidente stradale? Ovvero che rilievo hanno la responsabilità nell’aver provocato l’impatto con il pedone o un altro mezzo, e l’accertamento di eventuali problemi psichici o fisici che hanno contribuito alla dinamica dell’incidente? Cerchiamo di fare chiarezza e di capire allora quando le specifiche circostanze dell’evento lasciano intuire la perdita o la mancanza dei necessari requisiti psicofisici da parte dell’automobilista.

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Revisione patente ed il contesto normativo di riferimento

Abbiamo già trattato dei possibili provvedimenti nei confronti del conducente, come quello di sospensione della patente e delle conseguenze che scattano a guidare comunque. Ora – come accennato – vogliamo addentrarci nel tema dei rapporti tra ordine di revisione e incidente stradale. Il provvedimento in questione – va rimarcato – non ha carattere punitivo nei confronti del conducente, bensì è una conseguenza potenziale dell’incidente, che può sommarsi alla multa come sanzione amministrativa. La giurisprudenza più volte si è occupata del tema e dalle sentenze emesse nel corso del tempo si può dedurre che il provvedimento di revisione patente non è sempre automatico, ma è di volta in volta legato alla discrezionalità della PA.

Per ben comprendere la questione è necessario fare riferimento alla specifica disposizione che nel Codice della Strada, disciplina la revisione patente in caso di incidente stradale, ovvero lart. 128:Gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, nonché il prefetto (…) possono disporre che siano sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale (…) o ad esame di idoneità i titolari di patente di guida qualora sorgano dubbi sulla persistenza nei medesimi dei requisiti fisici e psichici prescritti o dell’idoneità tecnica. L’esito della visita medica o dell’esame di idoneità sono comunicati ai competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri per gli eventuali provvedimenti di sospensione o revoca della patente“.

Parafrasando il testo appena riportato, possiamo notare che il legislatore, in ipotesi di incidente, prevede la revisione patente non come obbligo da imporre all’automobilista coinvolto nell’impatto con pedoni e/o altre vetture, bensì come opzione, da far valere o meno da parte dell’autorità amministrativa, ma sempre sulla scorta di una valutazione discrezionale. In buona sostanza, sarà necessario – volta per volta – tener conto delle circostanze particolari dell’incidente, della dinamica di esso e dei fatti. In ogni caso, il provvedimento che dispone la revisione patente dovrà sempre avere una motivazione (altrimenti risulterebbe illegittimo) e dovrà quindi chiarire perché un dato automobilista va obbligato a sottoporsi a revisione patente.

Sempre in base al testo dell’art. 128 citato, la revisione patente scatta obbligatoriamente e quindi va imposta al conducente, soltanto nei due seguenti tassativi casi:

In tutti gli altri possibili casi, la revisione va invece valutata con discrezionalità e non sempre quindi da un dato incidente scatta l’obbligo di revisione patente.

La utile giurisprudenza sul tema

Com’è facile immaginare, un valido contributo chiarificatore sulla questione della possibile revisione patente in ipotesi di incidente stradale, è stato offerto dai giudici, di volta in volta, chiamati a decidere su questioni pratiche in materia. Chiariamo però che il ricorso contro il provvedimento di revisione patente andrà fatto al TAR – e non al giudice di pace, invece competente in materia di multe stradali – dato che viene contestato un atto di natura amministrativa.

Un utile principio giurisprudenziale, elaborato sul tema, è il seguente: la legittimità del provvedimento amministrativo di revisione patente sussiste soltanto laddove il particolare incidente faccia venire un dubbio ragionevole sull’effettiva idoneità psicofisica del conducente alla guida. Insomma, non basta un semplice verbale di multa emesso dalle forze dell’ordine per far scattare la revisione in oggetto. Rilevano, infatti, tutti i dettagli della dinamica dell’incidente e il comportamento dell’automobilista e gli atti e manovre da questi compiuti. Debbono ricorrere cioè quelli che sono stati definiti gli “elementi sintomatici oggettivi”, tali da porre un dubbio sulle reali capacità psicofisiche e tecniche del guidatore. Un dubbio superabile soltanto con l’iter di revisione patente. Rimarchiamo che il possesso delle citate capacità è fondamentale per l’ottenimento della patente di guida e per poter continuare a guidare nel corso del tempo. Ma come già detto, la decisione per la revisione patente va sempre motivata, o dal Prefetto o dalla Motorizzazione civile.

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La giurisprudenza del TAR ha inoltre ricordato che non in tutti i casi l’incidente stradale grave determina l’obbligo di revisione patente. Oltre alle lesioni gravi cagionate è necessario, sempre e comunque, che il guidatore responsabile dell’incidente abbia anche subito la sanzione della sospensione patente.

Concludendo, i giudici – in linea di massima – si sono dimostrati inclini a riconoscere la legittimità dell’iter di revisione patente, specialmente nei casi di superamento dei limiti di velocità, in autostrada o in caso di invasione dell’opposta corsia di marcia. Ma appunto si tratta di valutare, di volta in volta, le circostanze in gioco e, da questo punto di vista, la presenza di sentenze e di precedenti giurisprudenziali in materia, è certamente illuminante.

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