Giorno della Memoria, tre consiglieri a Cogoleto votano con saluto nazista

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Nel corso del consiglio comunale di Cogoleto (Genova) del 27 gennaio 2021 i tre membri della minoranza appartenenti alla lista civica di destra “Mauro Siri per Cogoleto” hanno ripetutamente votato inclinando il braccio disteso. La coincidenza con il Giorno della Memoria non è passata inosservata; immediato lo sdegno della maggioranza che vi avrebbe ravvisato il saluto nazista.

I tre consiglieri comunali che hanno compiuto il gesto sono, oltre all’ex candidato sindaco Mauro Siri, Valeria Amadei in Amoroso e Francesco Biamonti, storico esponente della Lega, per la quale era stato anche candidato alle regionali della Liguria lo scorso settembre, conquistando il maggior numero di preferenze (402) nel comune ligure, che conta circa 9000 abitanti. Alle comunali del 2016 era stato sconfitto alla carica di primo cittadino per un’ottantina di voti.

Del tutto estraneo invece il consigliere di minoranza Luca Gotro, appartenente al Movimento 5 Stelle. Con un post su facebook, il vicesindaco Stefano Damonte (PD) ha parlato di «scena assolutamente vergognosa», che va condannata con forza. Il sindaco Paolo Bruzzone, già candidato nel 2011 alla guida del comune con lo schieramento di centrodestra, e ora invece a capo di una lista civica di centrosinistra con esponenti che vanno da ex candidati di Forza Italia a ex assessori provinciali del PdCI, dopo aver ammesso la sua distrazione nel momento della votazione, alla visione delle immagini ha commentato:

La giornata di ieri è stata segnata da un grave episodio avvenuto durante la seduta del Consiglio Comunale: alcuni consiglieri della minoranza si sono ripetutamente esibiti nel saluto romano. Mi preme condannare con forza tale gesto, appartenente alla simbologia fascista, che evoca valori politici di intolleranza, odio e discriminazione razziale. La nostra Cogoleto ha sempre difeso in maniera salda i valori antifascisti presenti nella Costituzione e mai, fino ad oggi, i dibattiti politici si erano dimostrati così estremi. Sono pertanto convinto che quanto accaduto ieri non possa e non debba passare inosservato, nel rispetto di tutte le persone che, a causa dell’ideologia a cui rimandano quelle braccia tese – e più in generale, di ogni forma di prevaricazione indipendente dal colore politico – hanno vissuto gli orrori del passato perdendo la vita e vedendosi private di ogni forma di libertà e dignità. Da qui la necessità di rimarcare quanto già espresso durante la seduta del Consiglio Comunale, esprimendo nuovamente la mia preoccupazione e quella di tutta l’Amministrazione per fatti che sono lontani dal nostro vivere quotidiano e dal rispetto che contraddistingue i valori democratici e di pace del nostro Paese. Gesti come quelli di ieri, che mi auguro non si ripetano più in alcun modo, sono da stigmatizzare aspramente, ancor di più se commessi da rappresentati delle istituzioni, in giornate così importanti e cariche di significato, come quella della Memoria, e dai banchi di una sala consiliare intitolata a Sandro Pertini.

Paolo Bruzzone, sindaco di Cogoleto

Parole che hanno ricevuto il plauso da Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria: «Bene ha fatto il sindaco Paolo Bruzzone a condannare prontamente e condivido le sue parole dalla prima all’ultima».

Accusato nel corso della seduta dai consiglieri Federico Giusto (già Forza Italia) e Matteo Calcagno (Italia Viva) di aver convinto i compagni di lista a fare il “saluto fascista”, Francesco Biamonti (Lega) aveva minimizzato: «È il mio modo di votare». E inoltre: «Se è alzata di mano, ho alzato la mano. Forse siete fascistofobi… vedete talmente tanto semi-fascisti qui e là che tutto ciò che succede… ci date del fascista solo perché siamo di destra». Ha anzi accusato di “squadrismo” uno dei due consiglieri: «Insegnare agli altri in che modo si deve alzare la mano è una cosa da fascista rosso». In seguito ha commentato: «Ci vuole il plotone di esecuzione … per una cosa che non è successa».

Consiglio comunale presso la sala “Sandro Pertini” di Cogoleto

In realtà proprio la registrazione della seduta mostra che i tre consiglieri di destra durante le prime votazioni avevano alzato il braccio in modo “normale”, mentre nelle seguenti lo hanno disteso sempre più, inclinandolo come avviene nel saluto nazista (Hitlergruß), variante del saluto romano adottato dal Partito Nazionalsocialista in segno di fedeltà ad Adolf Hitler. Nel 2018 un saluto romano era costato le dimissioni al vicesindaco del comune di Tarquinia.

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