Governo ultime notizie: i numeri di Draghi alla Camera e al Senato

Governo ultime notizie: Draghi incontra Lega ed M5S. Fondamentale per ottenere la fiducia l’appoggio di almeno una delle due forze politiche

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Governo ultime notizie: i numeri di Draghi alla Camera e al Senato

Governo ultime notizie: oggi, sabato 6 febbraio 2021, l’ultimo giorno di consultazioni, probabilmente il più importante, tra Mario Draghi e i partiti. Infatti, l’ex Presidente della Bce incontrerà i delegati della Lega e del Movimento 5 Stelle: fondamentale per ottenere la fiducia delle Camere e, quindi, far partire il suo esecutivo, l’appoggio di almeno una delle due forze politiche (o comunque di una parte dei loro parlamentari).

Governo ultime notizie: i numeri di Draghi alla Camera

Governo ultime notizie: la maggioranza assoluta alla Camera è fissata a quota 316 voti. In questo momento, ad un eventuale voto di fiducia, Draghi dovrebbe poter contare, innanzitutto, sui voti favorevoli dei 93 deputati del Pd, su quelli dei 91 deputati di Forza Italia, oltre che sui voti favorevoli di Italia Viva (28), Centro Democratico (15), Noi con l’Italia (12), Maie (4), Gruppo delle minoranze linguistiche (4). Si raggiunge così la soglia dei 237 voti; aggiungendo anche i voti di Leu (in tutto sono 12, 7 da Art.1, più certi, e 5 di Sinistra Italiana, molto meno sicuri) e di qualche favorevole del Gruppo Misto (4) non si superano i 253 voti, 63 in meno di quanto necessario.

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Chiaro, allora, quanto sia necessario per Draghi portare dalla propria parte i 191 deputati del Movimento 5 Stelle o quantomeno i 131 voti della Lega. Anche in caso di “spaccature” interne ai pentastellati (fuga di una decina di deputati dell’ala Di Battista), a questo punto, non ci sarebbero problemi a Montecitorio per l’ex Presidente BCE.

I numeri più complicati di Draghi al Senato

Governo ultime notizie: decisamente più complicata la situazione al Senato. La maggioranza assoluta a Palazzo Madama è fissata a 161 voti. Draghi può sicuramente contare su: 35 senatori del Pd, 18 di Italia Viva, 52 di Forza Italia, 10 del Gruppo Europeisti, 7 del Gruppo Autonomie oltre che su almeno 17 voti dal Gruppo Misto (considerando il voto dei senatori a vita Monti, Segre e Cattaneo). In tutto 139 voti, 22 in meno di quanti ne occorrono per incassare la fiducia.

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Nessun problema chiaramente su questo fronte se, a Palazzo Madama, Draghi potesse contare anche sull’appoggio della novantina di senatori M5S o dei poco più di sessanta senatori leghisti. Detto ciò, anche in caso di gravi fratture interne a pentastellati e Carroccio, l’ex Presidente della BCE non dovrebbe scendere più in basso dei 155-156 voti. Potrebbero bastare per avere la maggioranza relativa, grazie alle astensioni, anche se per il suo esecutivo significherebbe rimanere in piedi senza una piena legittimazione politica.

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