Sondaggi elettorali Swg, il Pd ora è sopra il 20%, solo a due decimi da Fratelli d’Italia

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Sondaggi elettorali Swg, il Pd ora è sopra il 20%, solo a due decimi da Fratelli d’Italia

Gli effetti delle ultime elezioni comunali, quelle che hanno sancito una vittoria netta del centrosinistra nelle principali città, continuano a farsi sentire a livello nazionale, almeno a guardare i sondaggi elettorali di Swg.

Così il Pd cresce e per la prima volta da molto tempo torna sopra il 20%, al 20,1%, guadagnando il 0,4%, e ora insidia la prima posizione dei Fratelli d’Italia, che perde proprio quattro decimali e scende al 20,3%.

Sempre più lontana la Lega, ora al 19%, in discesa del 0,2%. Giù anche il Movimento 5 Stelle, che approda al 16,3%.

Continua il momento più che discreto di Forza Italia, che secondo Swg, mai tenera con il partito di Berlusconi, cresce del 0,4%, arrivando al 7,1%.

Ferma a un bon 4,1% Azione, mentre Articolo 1 e Sinistra Italiana sono rispettivamente al 2,5% e 2,3%. I Verdi guadagnando il 0,2% superano sia il 2%, andando al 2,1%, che +Europa, che invece è all’1,8%.

Maggiormente in crisi è Italia Viva, che scivola all’1,7%, cedendo lo 0,3%.

Sondaggi elettorali Swg, a livello di coalizione solo l’1% tra centrosinistra e centrodestra

La legge elettorale in vigore, il cosiddetto Rosatellum, è in parte maggioritaria. Il 36% dei seggi è assegnato tramite il voto uninominale.

E anche se la scelta del candidato di collegio avviene anche facendo la scheda sul simbolo dei singoli partiti, quelli coalizzati sono raggruppati insieme in modo visibile. Ed è subito evidente il fatto che sano in coalizione.

Questo secondo gli ultimi sondaggi elettorali Swg potrebbe portare alcuni elettori a non voler votare il proprio partito, se alleato ad altri non graditi, cambiando così il risultato delle elezioni rispetto alle intenzioni di voto che prendono in considerazione solo le singole liste.

E quindi ecco che il centrodestra prenderebbe nel complesso solo il 45%, e non il 47,3% come da somma dei partiti dell’area, perché il 10% dei votanti di Forza Italia e Fratelli d’Italia cambierebbero preferenza se a presentarsi fosse l’attuale coalizione. Così come farebbe il 10% degli elettori del M5S con un’alleanza che va dal Pd al M5S ai Verdi ai partiti che facevano parte di LeU. E però in questo caso dall’altra parte vi sarebbe un recupero degli astensionisti che consentirebbe al centrosinistra di passare da uno svantaggio del 4% a uno solo dell’1%.

La coalizione di centro con Azione, Italia Viva e +Europa avrebbe invece il 7%.

Se invece le formule fossero diverse vi sarebbero differenti risultati. Per esempio con un’alleanza tra il centrosinistra e il centro quest’ultima coalizione arriverebbe solo al 45%, ben il 5% in meno rispetto al 50% del centrodestra, che approfitterebbe dell’aumento dell’astensione, in particolare di elettori di M5S e sinistra che non gradirebbero l’accordo con Renzi e Calenda.

Una eventuale coalizione “Ursula”, poi, da Forza Italia al Movimento 5 Stelle, sarebbe gradita pochissimo secondo questi stessi sondaggi elettorali. Avrebbe solo il 36%, con il 55% degli elettori di Forza Italia e il 60% di quelli del M5S che si rifiuterebbero di votarla. Favorendo Lega e Fratelli d’Italia che arriverebbero al 46%

L’infedeltà degli elettori rispetto alle decisioni del proprio partito è sempre di più un fattore in questo periodo di politica liquida. E colpisce di più il centrosinistra. Solo il 43%, in generale voterà la propria parte politica a prescindere dalla coalizione di cui farà parte, ma questa percentuale crolla al 26% nel caso degli elettori del M5S, mentre sale al 44% per quelli della Lega e al 52% per quelli di Fratelli d’Italia

Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati con metodo CATI-CAMI-CAWI tra il 27 e il 31 ottobre su 1.200 soggetti

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