Sondaggi politici Swg, contro il carovita italiani pronti a tagliare l’uso della benzina, ma non le spese sanitarie

Sondaggi elettorali Pd

Sondaggi politici Swg, contro il carovita italiani pronti a tagliare l’uso della benzina, ma non le spese sanitarie

Tra i temi di maggiore attualità negli ultimi mesi, oltre alle vicende politiche come quelle riguardanti l’elezione del Capo dello Stato e alla pandemia, ha avuto sempre più risalto l’incremento dei prezzi, che ha portato l’inflazione in Italia a livelli che non erano stati toccati da molto tempo.

Per questo nei suoi ultimi sondaggi politici anche Swg ha voluto occuparsene.

Ed emerge come la maggioranza degli italiani abbia già percepito un aumento del prezzo di alcuni beni. In particolare l’85% si è accorto di quello di benzina e gasolio, il 79% dell’incremento del costo delle utenze domestiche e il 77% ritiene che siano più cari anche gli alimentari.

Solo una minoranza ritiene che ad essere cresciuti siano stati anche i prezzi della telefonia o della cultura, ma i più pensano che saliranno a breve.

Secondo gli stessi sondaggi politici una buona parte delle persone sarà costretta a modificare le proprie abitudini.

Così il 54% cercherà di spendere meno in benzina e gasolio, il 50% in utenze domestiche e servizi alla persona.

C’è una cosa su cui però in ogni caso gli italiani non vogliono risparmiare, forse anche alla luce dell’emergenza degli ultimi due anni, ed è la sanità.

Sondaggi politici Swg, crescono i favorevoli al nucleare, ma rimangono sempre minoranza

Il Governo recentemente ha stanziato delle risorse per attenuare l’impatto che il carovita ha sui redditi degli italiani e anche sulla ripresa.

Questo intervento è giudicato positivo ma non sufficiente dalla maggioranza relativa degli italiani. il 45%. Che diventa il 56% tra gli elettori di centrodestra.

Secondo gli stessi sondaggi politici invece sono stanziamenti totalmente insufficienti, e sono in particolare coloro che si dicono di sinistra e di destra tout court a pensarla in questo modo.

Solo per il 10% può fare la differenza per le famiglie, mentre per il 3% per le imprese.

Per impedire questi aumenti dei prezzi e per arrivare all’indipendenza energetica secondo gli italiani l’Italia dovrebbe puntare sulle energie rinnovabili. Ovvero sul solare, per l’88% degli intervistati, sull’eolico, per l’80%, sull’energia ottenuta dai rifiuti, per il 78%. Solo per il 39% anche il nucleare è un’opzione.

Si tratta di una minoranza, ma meno piccola di 4 anni fa, quando solo il 27% era della stessa opinione

Questi sondaggi politici di Swg sono stati realizzati tra il 26 e il 28 gennaio con metodo Cati-Cami-Cawi su un campione di 800 soggetti

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