Sondaggi elettorali Swg, gli elettori di centrosinistra preferiscono Draghi a Letta come premier

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Sondaggi elettorali Swg, gli elettori di centrosinistra preferiscono Draghi a Letta come premier

Le elezioni politiche si avvicinano, manca ormai meno di un mese, e ancora meno al silenzio sui sondaggi elettorali imposto dalla par condicio.

Per questo sempre più istituti si cimentano nello stimare le intenzioni di voto. Ma non solo, anche a intercettare l’opinione degli elettori riguardo ai leader politici e al possibile futuro premier.

Partiamo dal voto ai partiti. C’è un netto balzo di Fratelli d’Italia che cresce di un punto in tre settimane e va al 24,8%, mentre il suo principale avversario, il Pd, scende proprio dell’1%, andando al 22,3%.

Probabilmente, però, non è dal Partito Democratico che la formazione di Giorgia Meloni acquista consenso, bensì dagli alleati di Forza Italia, che perdono appunto l’1%, mentre la Lega rimane ferma, al 12,5%.

Contando anche l’1,6% di Noi Moderati il centrodestra risulta al 45,9%, in aumento rispetto all’8 agosto, quando Noi per l’Italia si fermava all’1%, sei decimali sotto la sua evoluzione, Noi Moderati, appunto.

Sono quasi 17 i punti di distacco dal Centrosinistra, al 29%. Gli alleati del Pd, infatti, ottengono complessivamente il 6,7%, grazie al 4% di Sinistra Italiana e Verdi, in aumento di tre decimali, all’1,5% di +Europa e all’1,2% di Impegno Civico.

Azione e Italia Viva sono al 6,8%. L’8 agosto Azione e +Europa, allora alleati, erano al 6,5% mentre Italia Viva era al 2,9%. Quest’area ha perso quindi più di un punto nella rottura dell’alleanza tra Calenda e Bonino e nell’unione del primo con Renzi.

Tra le principali novità del sondaggio vi è però la crescita del Movimento 5 Stelle, che va dal 10,4% all’11,6%. Diversi istituti vedono un certo recupero del partito di Conte, forse grazie alla corsa solitaria.

Tra le altre tendenze da segnalare è il rafforzamento di Italexit, sempre sopra la soglia di sbarramento con il 3,4%.

Sondaggi elettorali Swg, la fiducia in Calenda e Conte supera la percentuale dei loro rispettivi partiti

Le altre domande di questi sondaggi elettorali, come si diceva, vertono sulla fiducia verso i leader e la scelta del futuro premier.

Tra i capi partito è Giorgia Meloni a essere giudicata più convincente, con il 21%. Seguono con il 17% Letta e Conte, e poi Calenda, con il 9%, Salvini e Berlusconi, con il 7%, Renzi e Di Maio, con il 4 e 2%. Non sono pochi, il 28%, quelli che pensano che convincente non lo sia nessuno.

Da notare è il fatto che mentre gran parte dei leader ottenga percentuali inferiori a quelle assegnate ai propri partiti, come è normale, Conte e Calenda le superano.

Forse vi è una fiducia personale che, a causa dell’esigenza di voto utile, non si traduce in consenso nelle urne? Lo vedremo.

Come futuro Presidente del Consiglio gli elettori del centrodestra e del centrosinistra la pensano molto diversamente. Il 55% dei primi vorrebbe Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, mentre Salvini e Berlusconi arrivano solo al 10% e al 7%, superati da Draghi, al 13%.

I secondi invece vorrebbero che sia proprio il premier uscente a rimanere Presidente del Consiglio. Così la pensa il 54% di quanti votano Pd e alleati. Anche Letta, per quanto leader del partito principale dell’alleanza, è secondo a lunga distanza, con il 18%. Segue Bonino, con il 10%, e Bonaccini, con il 9%

Del resto i due terzi degli italiani ritiene che far cadere il governo Draghi sia stato sbagliato. Lo pensa il 95% di chi vota centrosinistra, il 98% dei sostenitori di Azione e Italia Viva, ma anche il 59% degli elettori di centrodestra e il 43% dei pentastellati

Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 24 e il 26 agosto con metodo Cati-Cami-Cawi su 800 soggetti, e tra il 24 e il 29 agosto su 1.200 nel caso delle intenzioni di voto

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