Di Pietro e la bufala dell’emendamento D’Alia

Clamoroso granchio di Antonio Di Pietro. Che sulla propria pagina Facebook denuncia:

Peccato che l’emendamento D’Alia sia stato abrogato, e grazie anche ai voti del PDL,nella notte tra il 28 e il 29 aprile 2009. Come annuncia Roberto Cassinelli, autore di una controproposta e fermo oppositore dell’emendamento:

 

Care amiche e cari amici,
è grandissimo il piacere con cui vi annuncio che, pochi minuti fa (a notte inoltrata), durante la riunione delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, è stato abrogato (sì, proprio abrogato!) il vituperato articolo 60 introdotto dall’emendamento proposto dal senatore D’Alia.
Vi confesso che raggiungere questa soluzione (che è, senza dubbio, la migliore possibile) non è stato facile. È stata necessaria un’intensa attività, svolta insieme a me dagli amici Antonio Palmieri e Barbara Mannucci, per convincere i colleghi Deputati ed il Governo (hanno dovuto esprimere il proprio parere il Ministero dell’interno ed il dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico). Alla fine ho presentato, insieme all’onorevole Mannucci, tre emendamenti: quello che vi ho proposto qui sul blog, un altro quasi identico che però presentava alcune differenze dal punto di vista giuridico, ed una terza versione – che è poi quella che le Commissioni hanno approvato – formata da 11 caratteri: “Sopprimerlo.

 

L’ex pm è stato tratto in inganno, oltre che dal suo tecno-entusiasmo senza se e senza ma, da un post di Interno 18, che segue una lunga trafila di blog e pagine di informazione che hanno abboccato allo stesso amo.

Questo non significa che la rete non sia in pericolo, ma solamente che è meglio usare le proprie forze per combattere chi sul campo di battaglia ancora brandisce la spada, e non per accanirsi sui cadaveri.

 

Blog dell’autore: ilnichilista.wordpress.com