Ipervigilanza Rai

Si sente spesso, da parte degli esponenti dell’esecutivo, il ritornello del «se potessimo governare…». Bene, oggi ho avuto un assaggio di cosa accadrebbe se il Pdl avesse le mani slegate. L’esempio riguarda un atto di indirizzo che il senatore Alessio Butti ha proposto in commissione di Vigilanza Rai. In cui si immagina che in nome del pluralismo, dell’oggettività e completezza dell’informazione il servizio pubblico dovrebbe

Tutto questo nel nome della seguente ratio:

«Tutti i partiti presenti in Parlamento devono trovare, in proporzione al proprio consenso, opportuni spazi nelle trasmissioni di approfondimento giornalistico»

perché

«Il mancato rispetto dell’assegnazione proporzionale degli spazi televisivi costituisceviolazione del principio democratico»

In sostanza, il pluralismo significa «rispetto delle proporzioni democratiche». Che importa se per metterlo in atto si devono, tra gli svariati obbrobri concettuali, approvare misure disegnate su misura per impedire la prosecuzione di Annozero.

Ben vengano i dilemmi sulla «fidanzata» di Silvio, se servono a ostacolare questi deliri.