Il centrodestra all’assalto delle Marche

Una sfida al limite dell’ordinario attende il centrosinistra, quella di mantenere la Regione Marche.

Da sempre governata dal centro-sinistra, prima quello organico della Prima Repubblica (DC-PSI-PSDI-PRI) e poi l’attuale nelle svariete coalizione susseguitesi, “rischia” stavolta di cambiare colore.

Colore tendente al blu, quello più scuro per intendersi. Perchè il centrodestra è in netto vantaggio nelle ultime rilevazioni e a capo della coalizione c’è Francesco Acquaroli, ex Sindaco di Potenza Picena e deputato di Fratelli d’Italia, già candidato nel 2015.

Dall’altra parte il PD, in qualità di guida dello schieramento di centrosinistra, sceglie di non candidare il governatore uscente Luca Ceriscioli e puntare tutto sul sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi.

I candidati e le liste a loro sostegno

 

 

 

 

 

 

 

 

La legge elettorale

Datata 2015, la normativa in vigore per questa tornata prevede l’elezione diretta a Presidente per il candidato che riesce a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari e l’elezione dei consiglieri regionali con metodo proporzionale.

Per garantire la governabilità, al candidato vincitore verrà assegnato un premio di maggioranza pari a 16 seggi con una percentuale tra il 34% e il 37%, 17 seggi tra il 37% e il 40% e 18 seggi se oltre il 40%. Per poter accedere alla ripartizione dei seggi, una coalizione deve superare la soglia di sbarramento del 5% eccezion fatta se un gruppo di liste che la compongono abbia preso almeno il 3% a livello regionale.

Ogni circoscrizione (corrispondenti alle cinque province) concorrerà all’elezione dei 30 consiglieri in forza di un numero stabilito in base alla popolazione.

Sono esprimibili fino a due preferenze purchè di sesso opposto. Non è ammesso il voto disgiunto.

Cosa dicono gli ultimi sondaggi