Il buono, il brutto e il cattivo (e Pittella)

Il Congresso Pd si avvicina, ed ormai la schiera dei candidati alla segreteria si è definita: chi vincerà? L’oscuro Cùperlo? Il giovanile Renzi? Il dissidente Civati? Gianni Pittella? (già, ma chi cazzo è Pittella)? Ecco un breve profilo dei candidati e degli schieramenti che li sostengono

Il buono, il brutto e il cattivo (e Pittella)

Il Congresso Pd si avvicina, ed ormai la schiera dei candidati alla segreteria si è definita: chi vincerà? L’oscuro Cùperlo? Il giovanile Renzi? Il dissidente Civati? Gianni Pittella (già, ma chi cazzo è Pittella?)? Ecco un breve profilo dei candidati e degli schieramenti che li sostengono:

Matteo Renzi – E’ il candidato più forte, quello che ha maggiori probabilità di vincere. Ha rinnovato la propria immagine trovando un’acconciatura normale dopo anni di capigliatura alla “omino playmobil”. Dietro al rottamatore una lunga lista di big del partito, passati da anti-renziani a convinti renziani in circa 12 ore. Appoggiato dagli amministratori (circa tre milioni e mezzo di persone tra sindaci, governatori e presidenti di comunità montane, pro-loco e consorzi del miele d’acacia), dai boy scout italiani, dall’Opus Dei, da Comunione e Liberazione, dal movimento yuppies anni ’80, da Papa Francesco, dal mago Otelma, dalle ragazze di “Non è la Rai”, il pubblico di “Solletico” e da Uan, il pupazzo di Bim Bum Bam; Renzi ha ricevuto di recente l’atteso “endorsement” di Giovanni Mucciaccia, conduttore di Art Attack, a cui è stato promessa la gestione della sezione Cultura nel prossimo organigramma Pd.
Curiosità: come ennesima provocazione per spiazzare gli avversari, Renzi starebbe pensando di iscriversi al Pd.

Gianni Cuperlo (con l’accento sulla C, alla russa) – Appare in bianco e nero persino nelle tv a colori; ha guidato i giovani maoisti italiani, i leninisti liguri, il fan club nazionale di Dario Argento. In una sondaggio nazionale sui personaggi più carismatici si è piazzato ultimo, subito dietro a Fabio Fazio, a Jonathan Fracchia (concorrente del Grande fratello edizione 7, uscito alla seconda puntata), al padre di Milhouse ed a una pianta ornamentale presente nello studio di Ballarò. Ha il temutissimo appoggio di D’Alema e della setta dei dalemiani, che già tramano nell’ombra per ucciderlo con un piatto di pasta al polonio una volta divenuto segretario, di Bersani e dell’unico altro bersaniano rimasto (il collega della pompa di benzina di Bettola), degli apparati di tutti i partiti comunisti d’Europa, della salma di Lenin, dell’anima di Togliatti, dei fautori dell’entrata nel rublo e dell’adozione del piano quinquennale e di Sauron signore di Mordor; per finire, piace molto sia ai vampiri che ai licantropi, che hanno messo da parte le storiche divisioni per sostenere un candidato che li rappresenti entrambi.
Curiosità: In un’intervista tv, nel tentativo di rallegrare la sua cupa immagine, ha tentato di sorridere, suscitando il terrore nel pubblico infantile e le vibranti proteste del Moige: da quel momento può apparire in televisione solo in fascia protetta.

Gianni Pittella – Un nome oscuro ai più, ed anche ai responsabili delle primarie Pd, che sono andati a cercare informazioni su Internet, trovando solo vaghi accenni ad una trattoria di dubbia qualità, “Sa’ Pittella” a Oristano, specializzata nel porco arrosto.
Da alcune voci di paese si sa che fino a marzo 2013 Pittella faceva l’agricoltore a Roccorotondo, paesotto della provincia lucana: si è iscritto per sbaglio al Pd convinto che al gazebo si firmasse per l’abolizione delle quote latte. Ha l’appoggio dei pittelliani: zia Mariuccia, sua spin doctor con cui appare nelle rare interviste tv, nonna Carmelina, che in vista dell’attività da candidato segretario gli ha preparato un ipocalorico panino di 25 cm farcito con caciocavallo, purè di fave e cicorella e peperoni cruschi, e cumpà Franco, con cui Pittella andava a pescare le trote salmonate da piccolo.
Curiosità : Pittella possiede un’unica camicia, macchiata da una patacca di sugo di lepre, su cui ha apposto la spilla Pd.

Pippo Civati – Ha l’appoggio dei civatiani, corrente del Pd in ascesa che però, al momento, si ridurrebbe al solo Pippo Civati ed al webmaster del suo sito internet (che i maligni identificano in Pippo Civati stesso); piace molto alle trentenni single, che pensano assomigli a Jovanotti, alla Puppato, a Tabacci, a Parisi ed agli altri candidati sega delle precedenti primarie del Pd.
Curiosità: bravissimo con Photoshop, con cui realizza splendidi fotomontaggi in cui appare arringare una folla osannante.

Silvio Berlusconi – E’ il vero outsider. Il Cavaliere starebbe pensando di candidarsi alle primarie del Pd per farne il suo nuovo partito, senza lasciare però il controllo del centrodestra. A chi ha fatto notare che questo porterebbe ad un evidente conflitto di interessi, Luciano Violante ha risposto che il regolamento del partito permette anche a leader di altri partiti di candidarsi alla guida del Pd, basta che si presentino con nomi diversi: Silvio Berlusconi ha optato per il risonante “Livio Bernasconi”. I sondaggi danno Bernasconi al 50% dei consensi tra i delegati Pd.
Curiosità: se vittorioso, Berlusconi sta già pensando alla fusione tra Pd e Pdl: il nuovo nome dovrebbe essere Forza Italia Democratica.

In collaborazione con Divisivo.it