Tv, sorrisi e forconi

Oltre al movimento dei forconi, che sta bloccando tutta Italia dal Nord al Sud, in piazza in questi giorni si stanno presentando nuovi fenomeni spontaneisti, populisti e protestatari provenienti dal basso. Dureranno? Chi sono? Ma soprattutto, che cazzo vogliono? Nessuno, nemmeno loro, sanno rispondere a questa domanda. Intanto eccone un breve ritratto.

 

Le casalinghe di Voghera – Provenienti dalla rete dei paesini, dei piccoli comuni e delle frazioni, la loro proposta politica, forte e decisa, è che “basta, non se ne può più”. Di cosa, ancora non s’è capito, dato che la caratteristica principale del movimento è quella di parlare nell’incomprensibile dialetto alto-vogherese : c’è chi sostiene che protestino contro il rincaro dei fagioli borlotti, alimento basico della loro cucina; chi invece crede che manifestino contro i sacchetti dei supermercati che si rompono troppo facilmente; chi ancora le vuole ambasciatrici di una rivoluzione contro l’esclusione di Anna Moroni dalla “Prova del Cuoco”. Capeggiate dalla battagliera signora Gina (cognome ignoto), hanno per ora optato per metodi pacifici, anche se alcuni inflitrati black block, travestiti da casalinghe, hanno ferito a colpi di mattarello da pizza alcuni agenti.

I pensionati italiani – Speculari al movimento delle casalinghe, ecco avanzare un plotone in coppola e bastone, il Movimento pensionati italiani. Al grido di “Ai miei tempi si stava meglio”, “non esistono più i giovani di una volta” e “il grande freddo è davvero arrivato”, il movimento dei pensionati manifesta perché, fondamentalmente, a casa non ha un cazzo da fare. Il loro motto è “A voi i forconi, a noi i piccioni”, chiaro riferimento all’animale totem di questa categoria sociale. Il loro obiettivo principale è sbloccare i lavori della Tav in Val di Susa, non tanto per ragioni ideologiche o politiche, quanto perchè gli permetterebbe di riunirsi insieme per guardare e criticare l’avanzamento dei lavori in un unico grande cantiere, e poter così fraternizzare senza divisioni geografiche.

I traduttori nel linguaggio dei segni – Nuova categoria professionale sdoganata da Grillo durante lo “Zzzunami tour!11!!” dell’anno scorso, ecco avanzare nelle piazze gli esperti del linguaggio dei segni. Qualsiasi partito o formazione politica che voglia apparire come sensibile e attenta ai diritti delle minoranze si è dotata di uno di questi professionisti, che hanno il difficile compito di tradurre per i sordomuti le fregnacce pronunciate dai politici nei comizi: ultimi casi, il lancio del Nuovo Centrodestra di Alfano e i funerali di Mandela, sicuramente due occasioni non troppo allegre. Adesso i traduttori nel linguaggio dei segni si sono inventati un proprio Ordine professionale, e manifestano per chiedere tutele e garanzie al governo: ancora a zero le trattative, dato che Enrico Letta non capisce i loro gesti.

I dipendenti bersaniani del Pd rimasti senza lavoro –  Un milione e mezzo, quasi quanto gli esodati creati dalla Fornero: a tanto ammontano i dipendenti bersaniani del Pd rimasti senza un impiego dopo l’arrivo di Renzi, che al loro posto ha piazzato i suoi giovani rampanti. Alcuni di loro hanno tentato di infiltrarsi tra le nuove fila del Sindaco di Firenze, ma sono stati subito scoperti per il fatto di non saper scrivere al computer usando entrambe le mani e di non avere idea di cosa sia Twitter. Troppo giovani per andare in pensione, troppo inetti per trovarsi un altro lavoro, gli ex dipendenti bersaniani del Pd rappresentano una notevole piaga sociale, che rischia di esplodere: la loro ultima terribile minaccia è quella di catapultare Chiara Geloni sulla sede del Parlamento.

I commentatori di Facebook – Agguerriti nella vita virtuale, dove commentano qualsiasi elemento, link o stato con minacce di morte quotidiane a zingari, politici e all’onnipresente Cecile Kienge, i commentatori Facebook hanno finalmente deciso di scendere in piazza. La loro unica richiesta, diretta a Mark Zuckemberg, è che venga introdotto sul social network il tasto “non mi piace”.