Svolta per l’Ucraina? Yanukovich: “Voto anticipato e costituzione del 2004”. L’opposizione accetta

Yanukovich

Dopo l’escalation di violenza degli ultimi giorni, la situazione politica in Ucraina, sembra essere arrivata a una svolta: i negoziati durati fino all’alba – hanno avuto come protagonista il Presidente Yanukovich, con Unione Europea e Russia nel ruolo di mediatori – hanno aperto uno spiraglio sulla fine dei violenti scontri e su una serie di riforme dello Stato. Il compromesso raggiunto include elezioni presidenziali anticipate, una riforma costituzionale che riduca i poteri presidenziali, è prevista, inoltre, anche la formazione di un governo di unità nazionale. Euromaidan, la piattaforma che unisce ufficiosamente le anime della protesta, non sembrava disposta ad accettare un accordo del genere: tuttavia, dall’agenzia di stampa Reuters che per prima ha dato la notizia, si afferma che i partiti di opposizione, per bocca del leader Klitschko, hanno comunicato la sottoscrizione del patto per fermare il bagno di sangue che si sta consumando a Kiev, anche in questo momento. A confermare l’accordo, successivamente, anche il capo dei nazionalisti di Svoboda, Oleg Thiagnibok: elezioni anticipate, non si sa ancora bene ma si intuisce che non si svolgeranno prima di Settembre, si tornerà alla costituzione del 2004 che limita i poteri del Presidente in favore di Parlamento e Governo, probabile la costituzione di un governo che includa i partiti che hanno cavalcato le proteste degli ultimi mesi.

Soddisfatti i ministri degli Esteri di Polonia, Sikorski, Germania, Steinmair, e Francia, Fabius: una nota diramata dal ministro degli esteri tedesco recita “I ministri degli Esteri di Francia, Germania e Polonia salutano positivamente l’accordo raggiunto nella crisi in Ucraina, lodano le parti per il loro coraggio e l’impegno per l’intesa, e invocano lo stop immediato ad ogni violenza e scontro in Ucraina”. Del tutto scontento l’inviato del Cremlino Lukin che ha lasciato Kiev senza firmare l’accordo e giudicando l’atteggiamento di Yanukovich troppo morbido: evidentemente sono risultate troppo forti le pressioni delle agenzie di rating, pronte a declassare ulteriormente l’Ucraina, e le minacce di sanzioni provenienti da USA e UE.

A Kiev – nonostante i primi segnali di distensione lanciati dalle forze dell’ordine, che hanno abbandonato alcuni avamposti per un totale di 1400 agenti smobilitati, e dai manifestanti che hanno lasciato andare i poliziotti tenuti in ostaggio da ieri – sembra che si continui a sparare nei pressi del Parlamento. Ancora non si può dire quanto tempo servirà all’accordo per raffreddare una situazione a dir poco incandescente: nelle scorse giornate ai feriti degli ultimi mesi se ne sono aggiunti altri 600, in maggioranza hanno riportato gravi lesioni, si contano almeno 70 morti.