Il sottosegretario Gentile si è dimesso

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Antonio Gentile, esponente del Nuovo Centrodestra, ha rassegnato le dimissioni da sottosegretario alle Infrastrutture, ruolo in cui era stato nominato appena quattro giorni fa. Le critiche piovutegli addosso dopo l’accusa di aver operato pressioni sul quotidiano “L’Ora della Calabria” per non pubblicare notizie riguardanti un’indagine a carico di suo figlio, hanno spinto il sottosegretario a fare un passo indietro.

Tramite una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Renzi, a Napolitano e al leader di NCD Alfano, Gentile ha annunciato le proprie dimissioni, in attesa che “la magistratura smentisca definitivamente le illazioni gratuite” di cui sarebbe vittima. Le pressioni per un suo passo indietro erano ormai diventare sempre più insistenti, dopo l’annuncio di una mozione di sfiducia da parte del M5S, che aveva ricevuto l’appoggio persino dell’esponente PD Corradino Mineo. La freddezza di buona parte della maggioranza – a cui ha fatto da contraltare il solo NCD, unico a difendere Gentile a spada tratta – ha fatto il resto.

Nel denunciare “lo stillicidio” a cui era “sottoposto da diversi giorni”, Gentile ha così preso la “sofferta decisione”, maturata “nell’esclusivo interesse del mio Paese e nel rispetto del mio partito”, pur constatando amaramente di essere stato trattato alla stregua di “carne da macello”, nonostante fosse “immune da qualsiasi addebito di natura giudiziaria”.

Redazione