Formigli replica al premier: non ci dia lezioni di giornalismo

“Ritengo che non sia opportuno che un capo di governo intervenga su come va fatta l’informazione”. Corrado Formigli, ex inviato di Annozero ed oggi presentatore di Piazza Pulita su La 7, risponde così al premier Matteo Renzi che ieri sera aveva battuto un cinguettìo al vetriolo contro il talk-show del lunedì sera: “Trame, segreti, finti scoop, balle spaziali e retropensieri: basta una sera alla Tv e finalmente capisci la crisi dei talk show in Italia”. Già ieri, in diretta, Formigli aveva risposto al premier invitandolo alla puntata di lunedì prossimo e intanto, stamane, interpellato da lastampa.it, torna a replicare: “Non accetto lezioni di giornalismo dalla politica e meno ancora dai membri dell’esecutivo” perché “sta al pubblico valutare i giornalisti e i politici”.

Non è la prima volta che il premier Matteo Renzi tenta di dare lezioni ai giornalisti. Secondo l’ultimo rapporto di Reporter sans frontières (relativo al 2013) l’Italia si colloca al 57° posto per “libertà di informazione”, dietro a Botswana, Taiwan e Corea del Sud, e questo ranking poco gradevole si deve proprio all’egemonia di politica, finanza e imprenditoria sull’informazione.

Basti pensare che, in Italia, l’unico giornale ad avere un “editore puro” è Il Fatto Quotidiano. Questo non dovrebbe autorizzare però premier e altre cariche pubbliche a intromettersi tra giornalisti e lettori. Già alla conferenza stampa di fine anno, organizzata proprio dall’Ordine guidato da Enzo Iacopino, lo stesso Renzi- dopo aver celebrato il “ruolo sociale” del giornalismo- aveva invitato i cronisti presenti a “non sottrarsi al cambiamento”. Il tutto mentre i corrispondenti della stampa estera lo incalzavano con domande serie stile fact-checking all’americana.

Piazzapulita si conferma uno dei talk più visti

La puntata di ieri di Piazza Pulita ha registrato un ascolto di 1.483.000 telespettatori (4,97% di share). Al premier non deve essere andato giù il tema della serata: l’elezione del Presidente della Repubblica che tanto lo sta tormentando in questi giorni. Seduti sui divanetti romani c’erano Fassina, Giannino, Sgarbi, De Monticelli, Cerasa e in collegamento da Milano, Vittorio Feltri.

Una girandola di nomi (Prodi, Mattarella, Amato, Delrio, Padoan…) su cui si confrontavano gli ospiti anche con toni piuttosto accesi. Al premier l’ennesimo toto-nomi– che per la verità va avanti su tutti i giornali da fine novembre– però non deve essere andato giù. Reazione collerica, tweet avventato. Così Formigli risponde oggi: “Renzi è un assiduo frequentatore di talk, sono in crisi solo quelli in cui non va lui ospite?”. Ma probabilmente non aspettava altro. Infatti coglie la palla al balzo e lo invita subito alla prossima puntata.