Responsabilità Civile dei magistrati, lo chiedeva l’Europa

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La responsabilità civile dei magistrati è legge. L’annuncio è del premier Renzi, postato nella serata di ieri su twitter, a chiusura di una giornata parlamentare intensa. Popolare o no, di fatto la legge segue le direttive europee ed è conseguenza della conseguente procedura d’infrazione avanzata da Bruxelles per la mancata applicazione del diritto comunitario, stabilita in un’ammenda stimata circa in 37 milioni di euro. Dopo una giornata di emendamenti tutti completamente respinti, il testo ha raggiunto il pass grazie ai 261 voti favorevoli, 51 contrari (i 5 stelle) e 63 astenuti.

Il testo ha sollevato le solite ed immancabili polemiche all’italiana, questa volta  protagonisti sono stati i magistrati e l’associazione che li rappresenta, l’Associazione Nazionale Magistrati. Sabelli, il leader del sindacato dei magistrati ci è andato giù pesante, ribadendo che il provvedimento passato alla camera rappresenta un durissimo attacco alla categoria, nel mezzo di un contesto che vede come piaga dilagante la corruzione, e che preferisce fare una legge contro i magistrati piuttosto che accelerare in tema di falso in bilancio.

Ma cosa cambia di fatto con la nuova legge? In pratica viene riformata la legge Vassalli del 1988 mantenendo il principio di responsabilità indiretta. Il cittadino cita nel ricorso lo Stato, il quale a sua volta si rivale direttamente sul giudice. Ma al cittadino vengono concessi più margini di azione, nessun filtro preventivo ai ricorsi, e occasione di rivalsa anche in caso di negligenza grave e travisamento delle prove. Insomma il cittadino vede materialmente la reale possibilità di rivalsa direttamente dal giudice titolare del procedimento, i danni calcolati potranno raggiungere la soglia di metà stipendio del magistrato stesso. Proprio quello del filtro preventivo è stato il punto dolente della discussione, con i 5 stelle che prima in senato avevano votato a favore sperando in un riscontro negli emendamenti presentati rimasto inascoltato.

Alle accuse di “intimidazione” avanzate dai magistrati, ha risposto direttamente il vice ministro della Giustizia, Costa, il quale si è detto orgoglioso del provvedimento, assolutamente inevitabile visto le direttive in merito arrivate appunto da Bruxelles. Parole supportate da quelle del ministro stesso, Orlando, che ha definito più “tutelante” ed “equilibrata” con il nuovo provvedimento la giustizia italiana.

Un tema delicato e facilmente assumibile a oggetto propagandistico. Di fatto la legge era stata promessa da anni e oggi ha visto finalmente luce, ma più che merito di questo governo, che comunque ne risulta soggetto finalizzatore concreto, la responsabilità è europea, con il governo centrale promotore di una revisione della giustizia italiana al passo con le altre nazioni del resto d’Europa. Tutto il resto è propaganda da talk.