Elezioni regionali e amministrative, al voto il 31 Maggio

Elezioni amministrative ed elezioni regionali, per il Governo il 31 maggio è la data più idonea.

Su proposta del Ministro gli Interni Angelino Alfano, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che interviene al fine di flessibilizzare l’arco temporale entro il quale le prossime elezioni amministrative dovranno realizzarsi in forma abbinata, indicando che la celebrazione di quest’ultime possa avvenire nella prima domenica successiva a 60 giorni della scadenza del mandato, che, calendario alla mano, risulta essere il 31 maggio 2015 (una data scaturita da una mediazione interna al Consiglio).

Incastro di date

Questo decreto tiene conto del fatto che le precedenti elezioni regionali sono tenute domenica 28 marzo 2010, ed hanno scadenza del mandato il 27 marzo 2015: un arco temporale dentro il quale non è possibile individuare date idonee, e ciò a causa delle varie festività religiosi (Pasqua e Pentecoste) e civili (Liberazione e Festa del Lavoro), nonché di eventi di grande portata che potrebbero compromettere l’affluenza al voto (c’è ad esempio l’Adunata annuale degli Alpini, che pur tenendosi a l’Aquila, capoluogo di una regione non interessata dal voto, richiamerà molte persone dal resto d’Italia).

La speranza è quindi che la data fissata riesca ad incunearsi tra questi eventi, ed a trovare quindi spazio, senza risentire di un astensionismo dovuto a vacanze o eventi in grado do comprometterne la portata.

 

Data elezioni e valore politico del voto

La tornata elettorale che si è andati a regolamentare è di notevole portata, giacché riguardante ben 7 regioni a statuto ordinario (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto) e 515 comuni. Il suo peso politico, inoltre, è assai rilevante; ciò per due ragioni.

La prima è la ragion di governo, e riguarda l’indice di gradimento di questo esecutivo e di questa maggioranza, che dall’ultima tornata elettorale (elezioni europee) è stato monitorato solo da sondaggisti.

La seconda è la ragion di opposizione, che attualmente già suscita l’attenzione di molti politologi, e che deve dirci se la nuova Lega Nord di Matteo Salvini, è riuscita o meno a delinearsi un bacino elettorale trasversale alle regioni coinvolte in elezioni (solo 2 su 7 sono del Nord, mentre 3 appartengono al Centro e 2 al Sud).

Inoltre, in molti aspettano di vedere se da questa piccola-grande prova elettorale l’equilibrio politico del centrodestra italiano cambierà, e se quindi il Carroccio (ed i suoi possibili alleati) riuscirà a posizionarsi primo, scalzando Forza Italia, che pure a seguito dell’ultima assoluzione di Silvio Berlusconi sul processo Ruby sembra aver ritrovato un pò di forze.