Italicum, Bersani: “Renzi non ha i numeri per approvare legge elettorale”

bersani

Italicum, secondo l’ex segretario Bersani il premier Renzi potrebbe non avere i numeri per approvare la legge elettorale. Ad affermarlo è lo stesso Pierluigi Bersani che ne parla con Repubblica. Queste le sue parole: “Non sono così convinto che abbia i numeri per approvare l’Italicum. A partire dalla commissione Affari costituzionali. Ne dovrà sostituire tanti di noi per arrivare al traguardo. E se continuerà a fare delle forzature, io stesso chiederò di essere sostituito”.

Sul tema della scissione: “Vediamo se si fa carico del problema – spiega Bersani riferendosi a Renzi-. Noi abbiamo detto: concordiamo alcune modifiche e poi votiamo l’Italicum tutti insieme sia alla Camera sia al Senato. E lui che dice? Non mi fido. Ho trovato questa risposta offensiva, molto più di tante battutine personali che riserva a chi dissente. Non mi fido di Berlusconi, lo puoi dire. Ma se non ti fidi del tuo partito, è la fine”.

Italicum, Bersani: “No a fiducia, prima Paese e poi la Ditta”

La fiducia “è stata messa una sola volta sulla legge elettorale e dopo un ostruzionismo feroce. Era il ’53, la legge truffa. Sono cambiati i regolamenti, non so se Renzi si spingerà fino a quel punto”. Ma se lo fa, che succede alla ‘ditta’? “Stavolta prima viene il Paese, poi la Ditta”

Bersani: “Preferenze falso problema”

“Le preferenze sono un falso problema. Fanno schifo. Ma se a Renzi non piacciono, perchè non abolisce le primarie?”. “L’Italia – spiega Bersani – adesso si prende questa legge elettorale e nessun commentatore sottolinea il pericolo cui andiamo incontro. Vedo un’ignavia diffusa. L’establishment italiano è una vergogna. Sono 4-5 poteri che dicono: andiamo avanti, corriamo. E non si chiedono se andiamo avanti per la strada giusta o verso il precipizio. Potrei fare nomi e cognomi di questi poteri e scrivere accanto le rispettive convenienze che hanno nel tacere, nel sostenere questa deriva”.

Orfini: “Bersani incomprensibile, crea tensione”

“Immaginare che si possa spaccare il Pd su una richiesta di modifiche marginali all’Italicum, dopo che anche su sollecitazione di Bersani è stato completamente riscritto, lo trovo incredibile e incomprensibile. Non vorrei che per ragioni strumentali si creasse tensione nel Pd”. Così Matteo Orfini, interpellato dall’Ansa, commenta le parole di Bersani.

Giachetti a Bersani: “Hai idee confuse”

“Caro Bersani, io avrei la memoria corta? Diciamo che, se sei in buona fede, hai le idee piuttosto confuse. Ti faccio presente che in poche righe hai detto 3 falsità”. Così Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, all’ex segretario Dem. “La verità, limpida e incontrovertibile, è che quando avremmo potuto scegliere per il Sì al Mattarellum ci avete obbligato al No. E sentirvi dire che votereste subito per il Mattarellum non è solo una insopportabile provocazione ma una colossale mistificazione della realtà”.

Italicum, Civati propone intesa su riforme con Passera

“Non ci credo molto che non si vada al voto anticipato dopo l’approvazione definitiva dell’Italicum. Ma se va avanti il cammino noi una proposta ce l’avremmo. Anzi, un lodo”. Lo afferma alla Stampa, Pippo Civati, parlando del “lodo Pertici, dal nome del costituzionalista col quale ho scritto ‘Appartiene al popolo’. Il ragionamento è semplice: prima c’erano le grandi intese e ci è stato spiegato che le riforme si facevano con gli altri. Ora che gli altri non ci sono più si mette la fiducia. Perchè invece non apriamo alle proposte altrui?”.

“In fondo per mantenere l’impianto di Renzi basta che il Senato non esprima la fiducia al Governo. Allora perchè non aprire agli »altri« sulla composizione dell’assemblea, sul numero dei parlamentari o sulla competenza esclusiva di palazzo Madama su alcune materie?».

Civati non vede il rischio di complicare così ancora di più la riforma: «Credo sia vero il contrario: un Senato non elettivo è più difficile da portare a casa in termini di articoli della Costituzione da modificare». Su chi dovrebbe sostenere questo lodo, Civati fa sapere: “Ne ho parlato con Passera, il loro appello come il nostro. È una cosa talmente trasversale che arriviamo a condividere le cose persino con lui col quale non c’è certo convergenza in termini politici. Desumo dalle dichiarazioni in aula che dentro Fi e M5s ci siano argomenti che a loro stanno a cuore e sui quali è possibile trovare del terreno comune. Ecco, esploriamolo».