Il Patto di Orvieto per un soggetto politico ispirato ai valori del PPE

patto di orvieto, ppe, palazzo del popolo che ha ospitato il convegno politico a cui hanno partecipato giovanardi, quagliariello, mario mauro e altri

Un centrodestra rinnovato è l’obiettivo del ‘Patto di Orvieto’ nato dal convegno dal titolo evocativo ‘Uniti si Vince’ e organizzato dalle associazioni Popolari Liberali di Carlo Giovanardi, Idea di Gaetano Quagliariello, Popolari per l’Italia di Mario Mauro, Alef di Ettore Bonalberti. Provano ad unire componenti centriste da collocare nel campo del centrodestra ma distanti dall’attuale assetto del centrodestra a tre punte con Berlusconi, Salvini e Meloni.

“Obiettivo del patto – si sottolinea in una nota dei Popolari liberali – è quello di dar vita al Coordinamento dei movimenti Popolari, liberali, conservatori e riformisti di tutti i partiti, associazioni, gruppi e persone che sono interessati a sviluppare nel Paese la nascita di un soggetto politico laico, democratico, popolare, liberale, riformista, europeista, transnazionale, ispirato ai valori dell’umanesimo cristiano, inserito a pieno titolo nel PPE, da far tornare ai principi dei padri fondatori, alternativo al socialismo trasformista renziano e alla sinistra post comunista”.

Dal Patto di Orvieto alla nascita del nuovo soggetto politico

“Entro la primavera prossima si darà vita a un Nuovo Grande Soggetto Politico che si ponga come obiettivo di offrire un proprio contributo al riscatto della comunità italiana e internazionale: di favorire l’emergere di una nuova classe dirigente che, a partire dalle prossime elezioni amministrative, sappia raccogliere il testimone delle migliori tradizioni politico culturali della storia della Repubblica Italiana”.

Il testo integrale

PATTO DI ORVIETO

I partecipanti al Convegno “ UNITI SI VINCE” tenutosi a Orvieto Sabato 28 e Domenica 29 novembre, consapevoli della grave situazione esistente a livello internazionale e italiano, tanto sul fronte della pace e della sicurezza mondiale che su quello politico, economico e sociale europeo e dell’Italia;

considerata la condizione di democrazia sospesa del Paese in cui è messa in disparte la sovranità popolare posta a fondamento della Costituzione repubblicana; del trasformismo politico introdotto a livello politico e parlamentare da una maggioranza di “nominati” eletti in base a una legge elettorale dichiarata incostituzionale e che intende disinvoltamente procedere allo stravolgimento della Carta costituzionale senza il mandato degli elettori;

preso atto della crisi dei partiti ridotti a espressioni di leadership personali senza alcun riferimento ideale, etico e culturale e della disaffezione degli elettori stanchi e sfiduciati di una classe politica  incapace di corrispondere al bene comune degli Italiani;

considerata la necessità di superare la grave frantumazione intervenuta a livello politico con la scomparsa delle culture  di ispirazione popolare, liberale e riformista che hanno fatto grande la storia della repubblica italiana e di procedere  urgentemente alla ricomposizione di queste aree politico culturali;

formulando l’apprezzamento per le scelte intervenute con la formazione dei movimenti e dei fermenti positivi che tanto sul versante dell’area cattolica che su quello laico liberale e rifomista stanno emergendo in Italia;

esprimendo la necessità e l’impegno di dare risposte positive e una nuova speranza non solo agli elettori che continuano a partecipare al voto, ma, soprattutto, a coloro che da tempo hanno deciso di disertare le urne sfiduciati dai comportamenti  di una classe dirigente non più credibile e  da una politica che non corrisponde più agli interessi e ai valori dei ceti medi produttivi e delle classi che più stanno subendo le conseguenze di un finanz capitalismo il quale, rovesciando il principio della non sovrapponibilità tra etica, politica ed economia, ha attribuito alla finanza il compito di assegnare i fini e all’economia e alla politico il ruolo subordinato e ancillare, sino a ridurre la democrazia a mero simulacro formale;

DECIDONO:

– di dar vita al Coordinamento dei movimenti Popolari, liberali, conservatori e riformisti di tutti i  partiti, associazioni, gruppi e persone che sono interessati a sviluppare nel Paese la nascita di un soggetto politico laico, democratico, popolare, liberale, riformista, europeista,  trans nazionale, ispirato ai valori dell’umanesimo cristiano, inserito a pieno titolo nel PPE, da far tornare ai principi dei padri fondatori, alternativo al socialismo trasformista renziano e alla sinistra post comunista; un coordinamento paritetico, inclusivo e aperto a tutte le forze che condividendo gli stessi valori intendono parteciparvi; coordinamento da organizzare ed estendere in tutte le realtà territoriali del Paese e nelle sedi istituzionali locali e parlamentari;

– di condividere e sostenere  gli stessi orientamenti e obiettivi in politica estera, immigrazione, integrazione sociale e sicurezza, fisco ed economia,  giustizia e Stato e sulle questioni etiche che attengono al primato della persona e della famiglia,

– di sostenere e cooperare ad ogni iniziativa che vada verso il recupero e la valorizzazione della nostra cultura politica e dei nostri valori di riferimento;

– di favorire la nascita sull’intero territorio nazionale di Gruppi Civici Territoriali della Federazione che, aperti alla partecipazione e al coinvolgimento e ricorrendo anche ai moderni sistemi di comunicazione, facciano rifiorire le specificita’ dei loro territori in un contesto di armonia e di sintesi con le grandi scelte del Paese;

– di promuovere ad ogni livello (comunale e regionale), in occasione delle prossime elezioni amministrative,  LISTE CIVICHE TERRITORIALI, aperte e caratterizzate da programmi concreti ed innovativi;

– di sollecitare, un Forum Nazionale di partiti, associazioni, movimenti e semplici cittadini da tenersi entro la primavera del 2016, che dia vita ad  un Nuovo Grande Soggetto Politico che si ponga come obiettivo di offrire un proprio contributo al riscatto della comunità italiana e internazionale: di favorire l’emergere di una nuova classe dirigente che, a partire dalle prossime elezioni amministrative, sappia raccogliere il testimone delle migliori tradizioni politico culturali della storia repubblicana italiana.

Letto, approvato, sottoscritto nel Palazzo del Popolo di Orvieto il 29 novembre 2015