Bregrexit, le falle della petizione online per il secondo referendum

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Bregrexit, le falle della petizione online per il secondo referendum

Se l’Inghilterra esce dalla porta, si cerca di farla rientrare dalla finestra. E’ questa la ratio della petizione sulla quale molte organizzazioni stanno raccogliendo firme. Da Brexit a Brit(in): ‘Britain in’.

La Gran Bretagna si è spaccata in due, sostanzialmente. Fra chi la voleva ancora dentro l’Unione Europea e chi desiderava tornare ai ‘fasti’ precedenti, in cui guidava l’Europa e parte del mondo. Di questa frattura ne sono figlie le percentuali: 51,9% out, 48,1% in. E la divisione è anche generazionale: nonostante i pochi giovani al voto, questi hanno espresso a stragrande maggioranza la volontà di ‘remain’. Per il Brexit invece, la grande maggioranza degli anziani.

Sulle basi di ciò, in Gran Bretagna si sta lavorando alla raccolta delle firme per chiedere l’approvazione di una norma di legge che indichi nuovamente elezioni referendarie qualora non si siano raggiunti alcuni standard come un’affluenza ad almeno il 75% e un risultato netto, ovvero sopra il 60%. E dato che il referendum su Brexit ha avuto un’affluenza del 72,2% e che le percentuali si sono quasi equo distanziate (16 milioni 140 mila per il ‘remain’, mentre 17 milioni 410 mila circa per il ‘leave’), secondo molti cittadini e sudditi di Sua Maestà la Regina, si dovrebbe ripetere il referendum popolare (come accadde in Irlanda per la ratifica dei trattati europei di Nizza e Lisbona, quando la seconda consultazione diede gli esiti sperati).

Che Brexit sia oggetto di nuove consultazioni popolari, ancora non si sa, anche se a parer di molti osservatori sembra complicatissimo. Tuttavia, sarà certamente oggetto di un dibattito parlamentare, dato che – superate le 100.000 firme – l’assemblea parlamentare di Londra è obbligata a discuterne. Il sito parlamentare è andato in tilt: le firme sono quasi tre milioni e non sembrano in procinto di arrestarsi.

Bregrexit, le falle della nuova petizione

La nuova petizione, che ha raggiunto già più di 3 milioni di firmatari, presenta però delle falle4 Chan e Anonymous, due tra i più importanti gruppi hacker del mondo, hanno rivelato di aver lasciato migliaia di firme grazie ad un “bug”presente sito.

La Camera dei Comuni britannica è corsa quindi ai ripari annullando quasi 80 mila firme. Tra queste anche quella della testata di TgCom24 che era riuscita a firmare la petizione nonostante risiedessi in Italia.

Bregrexit, Scozia e Irlanda del Nord pronte al referendum

Poi c’è il tema Scozia. Questo paese, assieme all’Ulster (l’Irlanda del Nord, ndr) e a Gibilterra, ha votato a grande maggioranza per il ‘remain’. In queste ore il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, sta avviando una serie di contatti con Bruxelles per – udite udite – permettere ad Edimburgo e co. di tornare nel giro di Bruxelles e Strasburgo. Clamoroso. Sturgeon afferma la necessità di “discussioni immediate per proteggere il posto nell’Unione Europea della Scozia”. Se ce ne sarà bisogno, si ricorrerà nuovamente ad un referendum sull’indipendenza della Scozia, dopo quello di settembre 2014.

Daniele Errera