Sondaggi Pd: Dem di nuovo solidi secondo Ixè

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Sondaggi Pd: Dem di nuovo solidi secondo Ixè

Consueto appuntamento con le rilevazioni di voto dell’Istituto Ixè per Agorà, trasmissione del mattino della terza rete Rai. Secondo Ixè, il Pd è cresciuto dello 0,2% dalla scorsa settimana mentre il M5S ha perso la stessa percentuale. Dem primo partito con il 31,4% dei consensi, dunque, tenuti a distanza i pentastellati fermi alla soglia del 29%. Nel centrodestra aumenta il gap tra Lega Nord e Forza Italia: il Carroccio avanza dello 0,3% rispetto al 22 luglio, azzurri poco sopra il 10% (-0,3%). Quinto partito Sinistra Italiana, stabile al 3,5% secondo Ixè.

Tutte in caduta libera, secondo Ixè, le forze “minori” del panorama politico: Area Popolare, al 2,3% (-0,2%), fa meglio di Fratelli d’Italia, all’1,9% (-o,1%), che ancora non riesce a raddrizzare la barra dopo la sconfitta alle comunali romane che vedevano candidata al Campidoglio il proprio leader Giorgia Meloni.

Sondaggi Pd: Dem di nuovo solidi secondo Ixè

Mentre rileva la rinnovata fiducia nel governo, percentuale risalita al 30% dopo il calo post voto locale,  Ixè ipotizza alcuni possibili scenari di ballottaggio: se Pd e centrodestra si affrontassero, il partito guidato da Renzi vincerebbe a mani basse.

La coalizione di centrodestra perderebbe ancor più nettamente contro il M5S, secondo Ixè.

Sondaggi Pd: Dem di nuovo solidi secondo Ixè

Ixè sceglie di indagare anche sulla consultazione che in autunno avrà in oggetto la riforma costituzionale: quasi il 60% del campione esaminato ammette di non conoscere i “contenuti” del referendum.

D’altra parte il 49% degli intervistati da Ixè afferma con certezza la volontà di recarsi alle urne.

Tra chi esprimerà la propria preferenza, stando al sondaggio di Ixè, prevale il fronte dei favorevoli, di ben 6 punti avanti a quello di chi opterà, invece, per il respingimento della riforma. Tuttavia, ancora il 18% del campione ammette di essere indeciso al riguardo. In generale il 54% degli intervistati ritiene “giuste” le dimissioni di Renzi nel caso prevalga il “no”, mentre il 42% darebbe un’altra possibilità all’attuale presidente del Consiglio.

 

Nota metodologica:

Sondaggio realizzato il 27 luglio 2016

Campione di mille maggiorenni (su oltre 9mila contattati)

Interviste telefoniche su utenze fisse e cellulari (CATI – CAMI)