Referendum, Bersani a Renzi: anche se vince il No devi restare

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Referendum, Bersani a Renzi: anche se vince il No devi restare

Come riportato da termometropolitico.it, in questi giorni dalle pagine del Corriere della Sera è stata lanciata l’indiscrezione secondo cui tra le ipotesi più accreditate per il dopo Renzi possa esserci un governo tecnico di un anno con a capo l’attuale Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Il tema è di grande attualità, vista l’importanza che lo stesso Premier e tutto il governo hanno dato al voto sulla riforma costituzionale del prossimo mese di ottobre. Un peso politico enorme, che andrà inevitabilmente ad incidere sulle future scelte.

Referendum, Bersani a Renzi: anche se vince il No devi restare

Una mano tesa al Premier arriva proprio dalla minoranza dem, con l’ex segretario Pierluigi Bersani che è intervenuto a sostegno del Presidente del Consiglio. Per Bersani anche qualora a vincere fosse il fronte del No Matteo Renzi dovrebbe restare al suo posto e continuare a governare fino a scadenza del suo mandato. Bersani spiega così la sua opinione: “Legare un governo ad una costituzione è un errore, la costituzione non c’entra col governo. Che precedente creiamo? Che ogni governo che arriva si fa la sua costituzione?”.

Del resto, anche lo stesso Stefano Parisi, chiamato da Berlusconi a ricompattare il centro destra, nei giorni scorsi aveva dichiarato che anche in caso di vittoria del No Renzi sarebbe dovuto restare al suo posto a Palazzo Chigi, aggiungendo che qualora il Premier fosse deciso a presentare le sue dimissione sarebbe necessario un nuovo governo per iniziare un processo costituente e preparare una nuova legge elettorale.

Stando agli ultimi sondaggi, il consenso sulle riforme presentate dal governo Renzi è in caduta libera. Come riportato dall’istituto Demopolis, il fronte favorevole alla riforma costituzionale è in costante discesa, passando dal 60% del mese di gennaio al 50% attuale. Inoltre, con questo scenario politico, suddiviso in tre grandi tronconi: Pd, M5S e centro destra, diventa così davvero difficile fare dei pronostici per il voto di ottobre.

Giacomo Tortoriello