Perchè Anpi e Pd stanno litigando

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In questi giorni ANPI e Pd stanno litigando sulla partecipazione dell’associazione dei partigiani alle feste dell’Unità organizzate dal Partito Democratico. Per capire i motivi della discussione bisogna fare un passo indietro e tornare agli inizi dell’anno quando ANPI annunciò il suo No alla legge di riforma del Senato ed alla legge elettorale.

La posizione dell’ANPI venne accolta con malumore dal governo. Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, in un’intervista a In mezz’ora del 23 maggio, commentò così la decisione presa dai partigiani italiani. “ANPI sicuramente come direttivo nazionale ha preso una linea, poi dentro ANPI ci sono molti partigiani, quelli veri, che hanno combattuto la Resistenza, non le generazioni successive, che votano sì alla riforma”. Le parole di Boschi diventarono un caso politico tanto che l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani criticò duramente il ministro con un post sulla sua pagina Facebook.

Feste dell’Unità, scontro tra ANPI e Pd

E arriviamo ad oggi. La polemica tra governo e ANPI si è riaccesa pochi giorni fa quando Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI, in un’intervista a Repubblica, ha accusato i vertici del Pd di non aver invitato l’associazione alle tradizionali feste dell’Unità. “Non c’è stato nessun invito formale – ha detto Smuraglia – In passato nelle Feste dell’Unità veniva dato uno spazio alle locali sezioni dell’ANPI, in cui ovviamente l’ANPI fa quello che vuole”.

In un’intervista all’Huffington Post, il presidente del Pd Matteo Orfini ha risposto così al presidente Smuraglia. “Non mi risulta che a loro sia stato vietato di parlare. Se così fosse sarebbe grave. Noi siamo totalmente convinti delle ragioni del sì e non abbiamo timore di confrontarci. Ai dibattiti infatti partecipano molti comitati per il ‘no’ ed esponenti della società civile contrari alla riforma. Cosa diversa è chiederci di ospitare i banchetti del ‘no’. Questo non è possibile”.

Il premier Renzi, nella sua e-news settimanale, ha proposto a Smuraglia di “intervenire ad una Festa dell’Unità di Bologna o di Reggio Emilia per un confronto pubblico sui contenuti del referendum. Il Pd – e il sottoscritto – non hanno mai paura del confronto”.

L’ANPI ha fatto sapere che “il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia, rientrerà in Italia nei prossimi giorni ed esaminerà, con la segreteria nazionale, l’intera situazione venutasi a creare recentemente” anche se “l’ipotizzato confronto, a livello nazionale, del tutto anomalo per la sede parziale, per gli interlocutori e per le modalità non definite, non è certamente la soluzione del problema di fondo e verrà comunque valutato nella sua sostanza”.

ANPI, grane interne?

L’ANPI deve risolvere anche alcune grane interne. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, “il coordinatore dell’Anpi dell’Emilia-Romagna Ivano Artioli, che aveva preso posizione pubblica a favore del Sì al referendum sulla Costituzione è stato sollevato dal suo incarico ed è stato sostituito nel ruolo di coordinatore regionale dal presidente dell’Anpi di Bologna, Anna Cocchi, alla guida di una delle sezioni più ortodosse per il fronte del No”.

Artioli ha però smentito la ricostruzione fatta dal Corriere. “La mia posizione a favore della riforma è sempre stata chiara – ha detto al fattoquotidiano.it – Ma non ho mai ricevuto alcuna lettera di deferimento, e tuttora sono alla guida dell’Anpi di Ravenna, che conta circa 4400 iscritti. Nessuno mi ha mai toccato. Lavoro tutti i giorni”.