Un’idea semplice ma geniale per contrastare il Caporalato: la Legalità

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Negli ultimi mesi si è molto parlato del fenomeno del “Caporalato”, che consiste nello sfruttare la manodopera di lavoratori , ad opera di “intermediari”, che sfruttano gli operai che lavorano in nero e vengono pagati circa due euro al giorno, nella maggior parte dei casi questi lavoratori sono immigrati senza un regolare permesso di soggiorno.

La lotta al Caporalato di una Onlus pugliese

Nei mesi di raccolta, gli operai,  sono anche costretti a vivere in condizioni igienico sanitarie pessime, in costruzioni di fortuna, lentamente  però la situazione di tanti lavoratori, immigrati e italiani sta cambiando, sia grazie alla nuova legge sul reato di Caporalato, sia grazie ad una Onlus, Diritti al Sud, sorta in Puglia a Nardò ,che si pone come obiettivo non solamente aiutare coloro che si trovano in condizioni di forte disagio, ma soprattutto contrastare apertamente il reato di “Caporalato”.

L’idea geniale di questi ragazzi, nella lotta a tale fenomeno, consiste nel fare un qualcosa di sorprendentemente semplice ma efficace: pagare gli operai secondo quanto stabilito dalle tabelle ministeriali, ossia dieci euro l’ora.

Gli operai si sentono apprezzati per il loro lavoro, si sentono tutelati, come affermato da Rosa Vaglio, presidente della Onlus “Diritti a Sud”, in un’intervista rilasciata a Zoomin.Tv, “gli operai non lavorano per noi, ma con noi”.

Le iniziative di questo gruppo di volontari,  non si limitano  solo alla raccolta di pomodoro, producono anche la passata di pomodoro con gli ortaggi raccolti, che poi rivendono.

A Nardò, presso questa Onlus , i lavoratori sono trattati nel massimo rispetto delle leggi, qui nessuno degli operai è sfruttato, viene riconosciuta la giusta dignità al lavoro,  il tutto si svolge in assoluta legalità e  questo è un aspetto molto importante da sottolineare, infatti il quarto Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, sottolinea come le mafie stiano infiltrandosi nel settore agroalimentare, danneggiando non soltanto la salute dei cittadini e dei lavoratori ma anche delle imprese sane e scoraggiando eventuali e nuovi investitori.