5 cose da sapere su Rudy Giuliani

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5 cose da sapere su Rudy Giuliani

L’ex sindaco di New York, secondo indiscrezioni riferite dal Time, è il favorito nella rosa dei papabili per ricoprire l’importante ruolo di Segretario di Stato. Dopo Trump e Pence, quindi, Rudy Giuliani potrebbe diventare il terzo membro più visibile dell’amministrazione che si insedierà il 20 gennaio prossimo. Andiamo a ripercorrere la sua carriera analizzandone 5 fasi fondamentali.

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5 cose da sapere su Rudy Giuliani

1) Democratico, Indipendente, Repubblicano

Rudy Giuliani ha cominciato a masticare politica dalla parte dei democratici. Volontario per la campagna di Robert Kennedy nel 1968, ha lavorato anche nel comitato democratico di Long Island, nel 1972 ha votato per George McGovern, candidato democratico alla Presidenza, poi battuto da Richard Nixon. Nel 1975 è diventato “indipendente”. 5 anni dopo, in seguito all’elezione di Ronald Reagan, passò ai Repubblicani.

2) I Love Reagan

Nel 1981 venne nominato Associate Attorney General, terza carica del Dipartimento della Giustizia in ordine di importanza, nell’amministrazione Reagan. Due anni dopo, invece, preferì l’incarico di Attorney of Southern New York District, di fatto una “retrocessione” che ha giustificato con la sua volontà di tornare a gestire personalmente i casi giudiziari (aveva servito con carica inferiore nello stesso distretto dal ’73 al ’75 quando assunse il ruolo di Vice Procuratore Generale a Washington durante il mandato di Gerald Ford).

3) Il ritorno a New York

La prima volta si candidò a sindaco di New York nel 1989, dopo aver battuto il magnate Ronald Lauder, perse contro il democratico David Dinkins con uno scarto di poco più di 47mila voti, il più basso mai registrato tra due candidati alla carica di primo cittadino della Grande Mela. Nel 1993, vinse sullo stesso Dinkins per circa 53mila voti. Era il primo sindaco repubblicano di New York dal 1965. Nel 1997 venne eletto per una seconda volta trionfando sulla democratica Ruth Messinger con il 59% dei consensi. Verso la fine del mandato, non potendo concorrere per un terzo, si candidò al seggio di senatore lasciato libero dal democratico Daniel Patrick Moynihan. I democratici gli misero contro Hillary Clinton. Vari problemi di salute (cancro alla prostata che è riuscito a vincere), la separazione dalla moglie in seguito alla scoperta di una sua relazione extra-coniugale, una caso di “malapolizia” che fece sollevare la comunità nera e, soprattutto, il suo scarso seguito nello stato di New York, esclusa la città, alla fine, lo costrinsero al ritiro.

4) Un sindaco alla Casa Bianca?

Decise di proporsi come candidato presidente nel 2008. Sebbene le primarie fossero cominciate sotto i migliori auspici, gli scandali che colpirono Bernard Kerik, fidatissimo ufficiale del NYPD da lui proposto al Presidente Bush come Segretario dell’Homeland Security, accusato tra altri reati federali anche di frode fiscale, alcune accuse riguardanti la distrazione fondi pubblici in favore della sua amante , delle indiscrezioni che volevano alcuni clienti del suo studio legale e della sua società di consulenza in contrasto con la politica estera americana, ne minarono il consenso molto in fretta. Sostenne il frontrunner repubblicano John McCain. Nel 2010, si fece il suo nome per la carica di governatore di New York, nel 2012, ci si aspettava una sua nuova candidatura alle primarie. In entrambi i casi chiarì di voler restare fuori dalla corsa.

5) Sindaco dell’11 settembre

Sindaco ai tempi dell’attentato alle Torri Gemelle, il 24 dicembre 2001 il Time l’ha dichiarato “Person of the year”. Prima di allora era conosciuto esclusivamente come politico ambizioso e, talvolta, spregiudicato, dopo Ground Zero, ha dimostrato di saper tenere unità la città di fronte alla più grande tragedia della sua storia. Nonostante ciò, molti lo accusano di aver sottovalutato i rischi per la salute dei soccorritori e dei cittadini di New York, in generale, connessi alla dispersione nell’aria di sostanze altamente tossiche dopo il crollo del World Trade Center.

Bonus Track: Quante volte vi sarà capitato di vedere in televisione il momento in cui una persona tratta in arresto cammina, spesso in manette, verso la macchina che lo porterà via da un tribunale o da una stazione delle forze dell’ordine? La “perp walk”, la “camminata del colpevole”, da consuetudine americana è diventata di uso comune a livello mondiale. È stata “brevettata” proprio da Giuliani che in qualità di Procuratore a New York, in tal modo, permetteva ai media di fotografare i “white collar”, “colletti bianchi”, uomini di Wall Street, politici corrotti e importanti membri del crimine organizzato, che colpiva con le sue indagini. Il trattamento prima si riservava solo a chi veniva accusato di un crimine violento.