Eutanasia, le posizioni: ecco chi è a favore e chi si oppone

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Eutanasia, le posizioni: ecco chi è a favore e chi si oppone

La morte di Fabiano Antoniani, avvenuta in Svizzera, ha riportato al centro del dibattito il tema del fine vita. Dj Fabo, cieco e tetraplegico a causa di un incidente stradale, era arrivato sabato nella clinica svizzera dell’associazione Dignitas, e aveva avviato le procedure per il suicidio assistito.

Un procedura, quella del suicidio assistito, che in Italia non è permessa dalla legge. Antoniani era diventato da il simbolo della lotta per l’approvazione di una legge sull’eutanasia e sul testamento biologico. Una materia che in Italia si fa ancora fatica ad affrontare e regolare. Venerdì scorso, la discussione alla Camera dei deputati sul testamento biologico era slittata per la terza volta e rimandata a marzo, le proposte di legge sull’eutanasia sono invece bloccate da circa un anno in commissione.

Le ultime vicende hanno costretto la politica a tornare sul tema e regolare la materia. “L’esilio della morte è una condanna incivile” – affermano Marco Cappato e Filomena Gallo della Associazione Luca Coscioni – “compito dello Stato è assistere i cittadini, non costringerli a rifugiarsi in soluzioni illegali per affrontare una disperazione data dall’impossibilità di decidere della propria vita morte. Chiediamo che il Parlamento affronti la questione del fine vita per ridurre le conseguenze devastanti che questo vuoto normativo ha sulla pelle della gente”.

Eutanasia: le posizioni in Parlamento

Ma quali sono le posizioni dei partiti politici sul fine vita? In parlamenti esiste già da un anno un intergruppo di nome Eutanasia legale, ma pochi giorni dall’arrivo in Aula della legge sul testamento biologico, il mondo della politica è spaccato. Il testo è fermo infatti in commissione Affari Sociali e una sintesi, all’interno della stessa maggioranza, sembra difficile da raggiungere. Il provvedimento permetterebbe al singolo di enunciare i propri orientamenti sul fine vita, nell’ipotesi di una perdita irreversibile della capacità di intendere.

Il capogruppo del Partito Democratico alla Camera Ettore Rosato ha chiesto un’accelerazione della regolamentazione della materia: “dispiace che, per essere libero, Dj Fabo abbia dovuto andarsene lontano. E dobbiamo riflettere su questo. La politica ha il compito di guardare in faccia i problemi delle persone. La legge sul testamento biologico va in questa direzione”. Poi, c’è chi invita ad una riflessione più approfondita. Il presidente del Gruppo Misto Pino Pisicchio frena e pensa che sia opportuno: “che la pietas umana prevalga in situazioni drammatiche che non possono certamente essere tramutate in vessilli politici”.

Eutanasia: la contrarietà dell’area cattolica

Ovviamente contraria tutta l’area cattolica, un intergruppo parlamentare che prende tutti gli schieramenti politici. La parlamentare cattolica Paola Binetti, ex Pd e ora in forza all’Udc, ha sottolineato: “riempie tutti noi di dolore e tristezza, ma nel ddl in discussione siamo tutti concordi nel dire no all’eutanasia. Si discute solo se esplicitarlo o meno. Ma quel che appare dal modo in cui è stata data la notizia dimostra quanto sia necessario che nella legge sia scritto chiaramente ‘no’ all’eutanasia”. Posizioni divise anche all’interno della minoranza, per la Lega Nord Luca Zaia ha parlato di “avvilente espatrio” per la vicenda Antoniani, Alessandro Pagano ha invece parlato di “omicidio a orologeria”. Favorevole a una riflessione anche da parte di Forza Italia. Renato Brunetta, capogruppo alla Camera ha aperto: “serve una legge – dice – ma no a forzature”.

Eutanasia: sinistra ed M5S compatti per il ‘Si’

Sul versante della Sinistra non ci sono invece spaccature. “Mi vergogno di un Paese e un Parlamento incapace di dare dignità e libertà a chi chiede autodeterminazione”. Così dichiara il segretario di SI Nicola Fratoianni. Anche il M5s si schiera chiaramente a favore dell’eutanasia. Si afferma che sul biotestamento e l’eutanasia gli iscritti hanno votato, ma non c’è più un Parlamento in grado di votare.

Eutanasia: il quadro europeo

Se in Italia il percorso sembra tutto in salita, il tema è già stato affrontato in molti paesi europei. La prima legge che legalizza l’eutanasia e’ stata approvata nell’aprile del 2001 in Olanda. Seguì dal Belgio nel 2002, che ha legalizzato anche l’eutanasia per i minori. In Svezia nell’aprile 2010 è stato dato il via libera solo all’eutanasia passiva, con interruzione-omissione di trattamenti medici. Quella attiva è proibita. La Svizzera consente il suicidio assistito, se prestato senza motivi ‘egoistici’, garantendolo anche ai cittadini stranieri. L’eutanasia passiva è autorizzata anche in Germania, Spagna, Francia e Danimarca. In Gran Bretagna l’aiuto al suicidio è perseguito per legge, ma un giudice può autorizzarlo in casi estremi.