Mappe: l’instabilità dei confini in Medioriente e Nord Africa, una guida tascabile

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Mappe: l’instabilità dei confini in Medioriente e Nord Africa, una guida tascabile

Aggiornamento 7 aprile 2017

A fornire i dettagli un comunicato del Dipartimento della Difesa Usa. Intorno alle 4.40 locali (3.40 italiane), due navi della flotta americana nel Mediterraneo hanno attaccato la base siriana di Shayrat, nei pressi della città di Homs.

Sono stati lanciati 59 missili Tomahawk. Si tratta di missili da crociera che si muovono a bassa quota, seguendo i rilievi del terreno, così da essere rilevati il più tardi possibile. Di solito vengono usati nella fasi iniziali di un’operazione militare per colpire la contraerea nemica e permettendo all’aviazione di non correre rischi.

Trump ha dichiarato che l’attacco di stamane è una ritorsione per quello condotto con armi chimiche contro la popolazione di Idlib di 3 giorni fa (74 morti). Per gli Usa è stato Assad ad aver dato l’ordine.

La Russia è stata avvertita preventivamente dell’attacco alla base dell’areonautica siriana. Ciò non ha placato il malumore di Mosca, d’altra parte, non si prevede un’ulteriore escalation del conflitto nell’immediato. Anche se il bombardamento sembra essere più un episodio isolato che l’inizio di un’operazione più ampia, i russi appaiono decisi ad aumentare il sostegno al proprio alleato mediorientale.

In attesa di sviluppi, vale la pena di ricordare cosa pensava Trump di un coinvolgimento nella guerra siriana 4 anni fa. “Stiamo fuori dalla Siria” scriveva l’attuale Presidente Usa.

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La mappa riportata di seguito è stata pubblicata sul sito di analisi Geopolitical Futures. Risale a fine gennaio 2017. Per via di ciò non si può contare sulla sua totale “correttezza”. La rapidità degli eventi, è facile immaginarlo, non consente di fissare con esattezza i “confini” di Siria, Iraq, Libia e Yemen. D’altra parte, la grafica ha il pregio fornire una visione generale del caos che sta sconvolgendo la regione.

Mappe: l’instabilità dei confini in Medioriente e Nord Africa, una guida tascabile

Detto questo, proponiamo alcuni siti web da cui attingere informazioni molto più aggiornate.

Siria e Iraq

Sotto un’istantanea tratta da Syriancivilwarmap.com. Il sito permette di avere una versione quanto più aggiornata possibile delle zone sotto il controllo delle varie fazioni coinvolte nel conflitto. Sia in Siria che in Iraq.

Si può notare che vaste zone del meridione siriano sono ancora sotto il controllo dei “ribelli” antigovernativi (verde). Nel nord del paese, FSA (Esercito Libero Siriano) e altri gruppi ribelli, con l’appoggio della Turchia, sono riusciti a incunearsi tra i territori controllati dalle Unità di Protezione Popolare (YPG) curde. In Iraq la situazione appare molto più omogenea (in rosso l’area sotto il controllo di Baghdad).

Libia

Invece, se si vuole avere una versione più aggiornata della situazione libica, basta visitare libya.liveuamap.com. Sotto viene riportata un’istantanea della grafica aggiornata poche ore fa.

In “rosso” le zone controllate dall’esercito libico, in “blu” quelle controllate da Alba Libica, in “fucsia” la porzione di territorio in mano alle milizie legate alle minoranze tuareg e tubu.

Yemen

Per avere una qualche contezza della “linea del fronte” in Yemen, invece, si può consultare il sito dell’European Council of Foreign Relation. Sotto un’istantanea che mostra le porzioni controllate dalle forze in campo a febbraio 2017.

Le milizie Houthi sono arretrate molto rispetto al 2015 anche se controllano ancora alcune zone chiave del paese. Compresa la capitale Sana’a. Nella mappa riportata sotto, vengono mostrate le zone del paese con una forte presenza di Al Qaeda (febbraio 2017).