Sondaggi elettorali: referendum indipendenza Scozia, ecco perché l’idea è tramontata

sondaggi elettorali, referendum indipendenza scozia - il premier scozzese Nicola Sturgeon

Sondaggi elettorali: referendum indipendenza Scozia, ecco perché l’idea è tramontata

Un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia non si farà, almeno per ora. Ad ufficializzare la decisione è il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon. Che, sondaggi elettorali alla mano, ha deciso di mettere l’idea in freezer.

Il motivo che sembra aver spinto la Sturgeon ad accantonare la questione è infatti squisitamente politico-elettorale. Legando con un filo invisibile il consenso per il suo Partito Nazionale Scozzese (SNP) e quello per il tema dell’indipendenza da Londra.

Sondaggi elettorali: l’idea di un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia

Ripercorriamo un attimo le vicende. Subito dopo l’esito della consultazione che ha sancito la Brexit, la Sturgeon ripropose l’idea di un referendum per l’indipendenza della Scozia dal Regno Unito. Una nuova consultazione sullo stesso quesito che era già stato bocciato dagli elettori nel 2014.

A spingere la Sturgeon a riprendere in mano il tema era stata anche e soprattutto la distribuzione geografica del voto sulla Brexit. Che aveva visto una nettissima maggioranza del “Remain” proprio in Scozia, feudo dell’SNP.

Tuttavia, gli ultimi sondaggi sul tema e l’esito elettorale delle elezioni anticipate di giugno 2017 ha spinto la premier scozzese a fare un passo indietro.

Sondaggi elettorali, referendum indipendenza Scozia: i campanelli d’allarme e la marcia indietro

Le rilevazioni condotte tra fine 2014 ed inizio 2017 hanno visto la prevalenza in maniera piuttosto costante del “no” all’indipendenza, se si esclude l’impatto emozionale immediatamente successivo alla Brexit. Il vantaggio del “no” si è però quasi sempre mantenuto attorno ad una manciata di punti percentuali.

La decisione del marzo scorso della Sturgeon di riprendere in mano il tema referendario non sembra aver scaldato l’elettorato. Provocando, anzi, una reazione completamente opposta. Infatti, il vantaggio del “no” si è accresciuto, arrivando in doppia cifra.

Al resto ci ha pensato il doppio appuntamento elettorale del 2017. Dapprima le elezioni locali scozzesi. Che, pur confermando ampiamente l’SNP quale partito di maggioranza a livello locale, ne hanno sancito un calo. Pur confermandosi al 32%, la formazione della Sturgeon ha infatti ceduto 7 seggi. Ed ha dovuto fronteggiare il boom dei conservatori, che hanno guadagnato 12 punti e ben 164 seggi.

Sondaggi elettorali referendum indipendenza Scozia: la debacle del SNP

Un campanello d’allarme che si è replicato con l’esito delle elezioni nazionali. Che ha visto l’SNP arretrare considerevolmente rispetto allo straordinario risultato del 2015, passando da 56 a 35 seggi.

Il calo dell’appeal dell’SNP e dei suoi temi indipendentisti è stato confermato anche dai successivi sondaggi. Secondo le rilevazioni condotte da YouGov e Survation nelle ultime settimane, il vantaggio del “no” sarebbe cresciuto ulteriormente, aggirandosi tra i 12 ed i 20 punti percentuali. Un dato troppo eclatante per poter essere ignorato dalla Sturgeon. Che ha annunciato così di voler accantonare per ora l’idea.

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