Sondaggi elettorali SWG, nuovo crollo del M5S, la Lega vola al 15%

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Sondaggi elettorali SWG, nuovo crollo del M5S, la Lega vola al 15%

Le ultime elezioni amministrative hanno lasciato il segno. La vittoria del centrodestra ha provocato un effetto trascinamento anche sui sondaggi elettorali dei principali istituti, e in particolare SWG.

L’istituto di Firenze non è mai stato generoso con il Movimento 5 Stelle, ma questa settimana è stato toccato un minimo importante. Che non si toccava da mesi. Di fatto il partito di Grillo è tornato ai livelli delle elezioni 2013.

Non è il PD ad approfittarne, anch’esso è in evidente crisi, e perde terreno. Come ormai chiaro da qualche settimana invece è il centrodestra a crescere. In particolare la Lega Nord, che appare il vero vincitore delle scorse comunali, in cui è il primo partito in diverse città, almeno in seggi. Come per esempio a Genova.

In buone condizioni, forse anche a causa del declino del PD, la sinistra radicale

Ma vediamo i dati del sondaggio, realizzato con con metodo CATI/CAMI/CAWI su 2 mila interviste

Sondaggi elettorali SWG, il M5S perde l’1,2% in una settimana

Il PD rimane primo, e anzi accresce il proprio vantaggio sul Movimento 5 Stelle. E tuttavia non può festeggiare, essendo in calo di mezzo punto al 28,5%. La realtà è che il M5S scende ancora di più, con un crollo del 1,2% al 25,9%. Praticamente è pochi decimi sopra il livello delle elezioni politiche 2013.

Il centrodestra, se fosse unito, supererebbe il PD ormai del 3,6%. Per la fortuna dei democratici non è così, tuttavia è in crescita. In particolare la Lega Nord raggiunge il 15%, 2 punti in più degli alleati di Forza Italia, stabili al 3%.

Fratelli d’Italia anch’esso stabile al 4,1%.

Rimane sopra lo sbarramento del 3% Alternativa Popolare, ma perde altri 2 decimi ed è sempre in bilico. E in pericolo di esclusione.

Bene la sinistra radicale. MDP sale di un 0,2% e raggiunge il 3,8%. Bene anche Sinistra Italiana, +0,3% al 2,5%, e Rifondazione. Che raggiunge il 1,2%.

L’area arriva al 7,5%, ma sarà molto probabilmente divisa in due alle prossime elezioni. Sarà da vedere se entrambe le fazioni supereranno il 3%.

Cresce molto però l’astensione, dal 37,9% al 41%

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