Rinnovo contratto statali: aumento stipendio per tutti, parte l’ultima fase

Rinnovo contratto statali: aumento stipendio, ultima fase trattative

Rinnovo contratto statali: aumento stipendio per tutti, parte l’ultima fase.

La trattativa sul rinnovo contratto statali è ormai giunta alla sua fase finale. Sarà un tavolo permanente, con affondo finale nella giornata di venerdì. Quando al tavolo sarà presente anche il comparto difesa e sicurezza. L’obiettivo è quello di concludere prima delle feste di Natale. Il contratto riservato agli statali delle Funzioni centrali farà poi da apripista ai contratti degli altri comparti, comprese sanità e scuola. Sotto l’aspetto normativo sembra già essere tutto sancito, con qualche piccolo cavillo ancora da risolvere. Sotto l’aspetto economico, invece, si punta a dare un aumento stipendio uguale per tutti. E ad avere un occhio di riguardo per chi percepisce stipendi più bassi.

Rinnovo contratto statali: le ultime sull’aumento stipendio

Si andrà verso un aumento medio di 85 euro lordi al mese per tutti, tramutabile in 50 euro netti circa (medi). Inoltra sarà aggiunto un elemento perequativo, ovvero una sorta di bonus o extra da 20 euro suddiviso per 10 mensilità che sarà riconosciuto agli statali compresi nelle fasce di reddito più basse. Gli aumenti stipendiali non partiranno dal 1° gennaio 2018, come largamente auspicato dalle parti interessate. Molto più probabile che si debba aspettare febbraio o, ancor più verosimilmente, marzo.

Tra le novità del nuovo contratto, sarà messo anche un tetto agli straordinari. Le ultime indiscrezioni parlano di una soglia di 180 ore, ma è tutto ancora in discussione. Per quanto riguarda i premi produttività, essi saranno proporzionati in base ai meriti del singolo e del suo ufficio.

Rinnovo contratto statali: le ultime notizie sulla disciplina

Si va verso la chiusura anche delle componenti normative. Il Governo ha dichiarato guerra ai furbetti delle assenze strategiche, proponendo sanzioni anche per tutto l’ufficio di cui fa parte. Stretta anche sulle molestie sessuali. La pena va dalla sospensione dal servizio e dello stipendio al licenziamento effettivo in caso di recidività. La stessa pena sarà applicata a chi viene corrotto da regali dal valore superiore a 150 euro.

Come nel settore privato, anche in quello pubblico il contratto a tempo determinato avrà una durata massima di 4 anni. O meglio, 3 anni più un altro eventuale, ma solo in via eccezionale. Un’altra novità molto importante sarà l’orario di lavoro più flessibile. Saranno infatti introdotte fasce di tolleranza in entrata e in uscita. Sotto questo aspetto i sindacati hanno accolto positivamente la possibilità di ridurre il minimo di pausa pranzo a 10 minuti anziché a 30, proprio perché tale misura va in questa direzione.

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